Canguri, una storia d’amore e odio. Il documentario che svela il massacro in Australia

E’ una storia triste e di sofferenza quella dei canguri che da animali simbolo di una intera nazione, l’Australia, sono diventati vittime di una vera e propria strage. Silenziosa che oggi la Lav cerca di portare alla ribalta portando in Italia i registi del documentario “Kangaroo , a love-tate story” e lanciando una campagna per sensibilizzare il governo italiano e poi quello europeo a fermare le importazioni di pelle e carne di canguro come hanno già fatto Russia e California.

Una strage che per la crudezza ricorda quella delle foche in Canada (cui per fortuna, anche grazie all’impegno dell’associazione animalista siamo riusciti a fermare) ma non per i numeri. La strage dei canguri in Australia ha dimensioni dieci volte più grande e nonostante ciò continua nel silenzio più assoluto. Anche nel nostro paese che è il primo importatore di pelli di canguro in Europa.

Vi chiederete: cosa ci facciamo noi con la pelle di canguro? Questo tipo di pelle per le sue caratteristiche – è più sottile ed è più resistente rispetto a quella bovina – è molto utilizzata (e apprezzata) nel settore sportivo e nelle attrezzature per il motociclismo. Tutto legale, beninteso. Tuttavia, sarebbe il caso che l’industria che ne fa uso sapesse cosa c’è dietro e soprattutto come (e con quali sofferenza) vengono uccisi questi animali dal volto dolce.

Dietro, ed è quello che racconta il documentario, c’è una vera e propria strage. Qui un trailer del documentario che verrà proiettato il prossimo 8 ottobre a Milano al Palazzo del Cinema alle ore 20. (continua dopo il video)

Una successione di immagini che racconta come vengono uccisi questi animali. “I canguri vengono sparati di notte a distanze fino a 200 metri che rendono impossible centrare con un solo colpo il cervello” ci hanno raccontato i registi Michael McIntyre e Kate Clere McIntyre, che aggiungono “Il destino più atroce è quello dei cuccioli che una volta tirati fuori dal marsupio della mamma oramai morta vengono scaraventati sui camion dei cacciatori oppure viene loro calpestata la testa”.

I numeri – raccontano ancora i registi – sono impressionanti: ogni anno vengono uccisi in questo modo brutale centinaia di migliaia di cuccioli mentre gli adulti sono milioni. Il tutto mentre il governo australiano fa finta di non vedere.

Ma c’è un altro aspetto che non può essere taciuto, ed è quello relativo alla sicurezza sanitaria della carne di canguro. L’Europa, e il nostro paese sono un mercato secondario: la carne di canguro non raggiunge la grande distribuzione ma ci sono ristoranti etnici che la propongono nei loro menù. Ebbene questa carne non è affatto sicura. Un lavoro scientifico – da cui ha preso le mosse il documentario – ha trovato questa carne altamente contaminata da batteri e salmonella perché i cacciatori ammazzano i canguri nei deserti australiani dove poi li eviscerano senza alcuna supervisione e le carcasse viaggiano per 8-10 ore su camion aperti sotto temperature altissime. Tutto regolare in Australia dove chi ha cercato di sollevare il problema hanno dovuto subire gravi ritorsioni. Un destino che è toccato anche ai registi del documentario che, tuttavia, non si sono persi d’animo e hanno portato il loro lavoro di denuncia in giro per il mondo.

Oggi sono in Italia dove con l’aiuto della Lav stanno cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica, la politica e le aziende che utilizzano la pelle di canguro. Spiega Simone Pavesi, Responsabile Lav Area Moda Animal Free: “Ci rivolgiamo alle aziende italiane coinvolte nell’import della pelle di canguro, con molte delle quali sono già stati avviati contatti, informando sulla provenienza dei materiali di cui esse fanno uso e chiedendo impegni precisi per la dismissione di queste produzioni, come già fatto da altre imprese e paesi nel mondo”. Pavesi aggiunge di aver già predisposto un progetto di legge che verrà presentato nei prossimi giorni per chiedere in via definitiva il divieto di importazione di pelle e carne di canguro. Dopodiché l’attenzione si sposterà all’Europa.