Fidarsi o no dei pasti in crociera?

In crociera, complice l’ozio, si finisce spesso per esagerare col cibo e coi buffet. Ma c’è da fidarsi dei menu preparati per migliaia di persone? O non sarà che le cucine ricorrono a surgelati per sveltire le preparazioni?

Fra poco parto per la mia prima crociera e farò delle grandi mangiate, tanto è tutto pagato…

FALSO Per tanti turisti andare in crociera è soprattutto risolvere i problemi di cercare il parcheggio e andare poi a pranzo o a cena. In effetti, sulle navi una delle cose che abbondano a tutte le ore sono le offerte enogastronomiche e occorre anche dire che, rispetto al passato, la qualità media dei pasti non è più una criticità. Lo stesso buffet ha una vita media che non supera le quattro ore per poi eliminarlo dall’offerta. Molte compagnie dovevano per il numero dei passeggeri, e del personale di bordo, scegliere se costruire delle cambuse o dei magazzini di dimensioni tali da caricare tutto nel primo porto oppure fare dei “pit stop” durante il viaggio. Quest’ultima è la soluzione per non sovradimensionare spazi non vendibili e per avere altresì frutta, carni, verdure etc. sempre fresche e al top della loro qualità. Questo spiega anche perché le crociere in genere sono “geograficamente delimitate” in effetti si potrebbero fare dei viaggi che attraversano paesi gastronomicamente molto diversi, ma questo comporta menù e piatti differenti fra i vari porti di attracco e potrebbero non incontrare i gusti di tutti. Le crociere che offrono questo tipo di viaggio sono relativamente poche e molto più esclusive del normale. Purtroppo sulle navi da crociera spesso i buffet sono l’unico contatto con il cibo, ma se li frequentiamo troppo allora cadiamo negli eccessi, nello spreco di cibo, nell’accumulo di peso che qualcuno ha quantificato in mezzo chilo al giorno di crociera svolta e che ci portiamo a casa come souvenir.

Posso ridurre le calorie giornaliere e non tornare a casa con troppo peso in più

VERO Non è complicato tornare a casa senza portarsi addosso il tipico “salvagente” fatto di grasso che adorna la vita di chi esagera. Il primo consiglio è di non far diventare il buffet, e la sua offerta, l’unica forma di alimentazione. Il buffet fa saltare i nostri limiti e creiamo delle composizioni nei nostri piatti di colori, di sapori e anche di forme architettoniche che nulla hanno da invidiare ad artisti e architetti. Il buffet è la forma più semplice perché si somma alla quantità smisurata anche l’idea del tutto gratuito, il che porta ad approfittarne. Il primo trucco è di visitare i ristoranti che sono presenti sulle grandi navi e che spesso hanno delle precise connotazioni gastronomiche. Una sera si può essere francesi, una seconda asiatici e una terza mangiare etnico o fusion; scelte fatte alla carta, con piatti calibrati in calorie e quantità e che ci permettono di scoprire sapori e accostamenti magari inattesi ma sorprendenti. Il secondo consiglio è quello di non farsi trasportare dalle onde come un relitto qualsiasi, ma usare i vari servizi come la palestra, la spa, gli spettacoli, le attività ludiche, la piscina insomma consumare qualcosa in più di rispetto al normale e così bilanciare gli eccessi in entrata. Terzo consiglio, se è possibile scendere a terra e fare le escursioni che ci interessano, ciò significa camminare, distrarsi e non farsi tentare dalle gratuite e infinite libagioni del buffet. Ultimo consiglio per i crocieristi per non ingrassare troppo e tornare a casa con ricordi, esperienze e non chili superflui, è di pensare al viaggio come un momento di relax dove possiamo farci coccolare e coccolare chi ci accompagna senza poi pentirsi di sette giorni di folli mangiate.

Amo mangiare gli snacks e gli spezzafame per cui in crociera li porterò con me in valigia

VERO Merendine, snacks oppure i cosiddetti junk food sono venduti sulle navi, di solito se non fanno parte di specifici pacchetti vacanze, a prezzi molto più “salati” del normale. Il costo di questi alimenti sulla terraferma è di per se non proporzionale agli ingredienti e al loro valore nutrizionale, ma sulle navi spesso lievitano ancora di più rendendo questi prodotti molto più cari del normale. Per chi non ne può fare a meno, se esiste qualcuno che è costretto a mangiarne per forza, allora la cosa migliore è preparare una scorta da portare. Non è il migliore consiglio da dare per condurre uno stile di vita sano e salutistico, ma c’è ad esempio chi ama e usa di conseguenza in modo frequente le barrette energetiche o degli specifici integratori per cui la soluzione è approvvigionarsene prima di partire per non rimetterci la camicia a fine crociera.

Credo che sulle navi da crociera si usino solo prodotti congelati altrimenti come fare mangiare tanti turisti in solo due turni?

FALSO Le cucine delle navi sono di dimensioni impressionanti, pensate ogni giorno a un ristorante da circa duemila coperti fissi da dovere accontentare. Pentolame, forni, frigoriferi, etc. sono tutti sovradimensionati. Non bisogna pensare che i pasti siano estratti dai freewer e serviti, perché i menu sono studiati per essere preparati in maniera rapida ed efficiente, gli chef sono aiutati da brigate efficienti e coordinate per cui i tempi di preparazione sono ben calcolati, ben studiati per essere pronti al momento giusto e infine si possono utilizzare come supporti gli abbattitori. L’abbattitore di temperatura consente di abbassare velocemente la temperatura dei cibi, sia dalla temperatura ambiente sia che siano caldi appena cotti e questo un frigo non potrebbe mai farlo. Un abbattitore riduce la temperatura a +3°C del cibo in pochi minuti, può così andare in frigo senza formare i cristalli di ghiaccio che rovinano buona parte delle preparazioni quando si congelano in modo convenzionale. Il vantaggio è di controllare le crescite dei batteri mentre il cibo si sta raffreddando, evitando un rischio microbiologico particolarmente pericoloso sulle navi. Con l’abbattitore si può portare il prodotto a pochi metri dal traguardo finale ovvero alla fine della sua preparazione e avere un cosiddetto “prefinito” che conserva le sue caratteristiche sensoriali e nutrizionali. Tutto ciò  permette di “finire” la preparazione di mille filetti di branzino in forno in pochi minuti. Un modo per programmare al meglio il lavoro di cucina,  prepararsi anche alle emergenze che si possono verificare e che in alto mare sono molto più gravi, di servire tante persone in poco tempo e di dare a tutti la stessa qualità del prodotto e nello stesso momento o quasi.