Il Tribunale Ue dà torto all’industria della plastica: “Il Bpa è un rischio”

Il bisfenolo A resta una sostanza estremamente problematica ed è legittima la decisione dell’Autorità europea per le sostanze chimiche (Echa) di inserirla nell’elenco delle candidate al solo utilizzo autorizzato. Lo ha deciso il Tribunale Ue respingendo il ricorso presentato da PlasticsEurope, l’associazione europea dell’industria della plastica, che contestava all’Echa di aver violato il principio di proporzionalità.

Per l’Echa è un interferente endocrino

Nel gennaio 2017, il bisfenolo A è stato inserito nell’elenco di sostanze estremamente preoccupanti (SVHC) a causa delle sue proprietà tossiche per la riproduzione. Nel giugno 2017, il comitato degli Stati membri dell’Echa ha sostenuto la proposta francese di identificare ulteriormente il bisfenolo A come sostanza estremamente preoccupante anche a causa delle sue proprietà di interferenza endocrina che causano probabili effetti gravi per la salute umana, le quali danno origine a un livello di preoccupazione equivalente a quello relativo alle sostanze cancerogene, mutagene, tossiche per la riproduzione (CMR categoria 1A o 1B). Nel gennaio 2018, la voce BPA è stata aggiornata per far rilevare un’ulteriore motivazione per l’inclusione nell’elenco di sostanze candidate a causa delle sue proprietà di interferenza endocrina che provocano effetti nocivi per l’ambiente, come proposto dalla Germania.

Soggetto a restrizione nei materiali a contatto con gli alimenti

Dal 1° giugno 2011 il Bpa è vietato in tutta l’Ue nella produzione di biberon destinati all’alimentazione dei neonati. In Belgio, Svezia e Danimarca è vietato anche in altri materiali che entrano in contatto con prodotti alimentari destinati ai neonati e ai bambini di età inferiore ai tre anni. La Francia ha vietato il Bpa in tutti gli imballaggi, i contenitori e gli utensili per uso alimentare. Nell’Ue, l’uso del BPA è consentito nei materiali a contatto con gli alimenti; tuttavia, è prevista una quantità massima di rilascio dagli stessi. L’Efsa sta nuovamente valutando i rischi per la salute pubblica legati alla presenza di Bpa nei prodotti alimentari.

Nel gennaio 2018, la commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare del Parlamento europeo ha approvato la proposta della Commissione di abbassare il limite di migrazione specifica (Sml) applicabile a materie plastiche, rivestimenti e vernici per metalli e ad altre fonti di contatto di Bpa da 0,6 mg/kg a 0,05 mg/kg. Inoltre, essa impone il divieto di utilizzare bisfenolo A in bottiglie di plastica e imballaggi contenenti alimenti per neonati e bambini di età inferiore ai tre anni.

Uso soggetto a restrizioni nei giocattoli

Attualmente, nell’Ue, esiste un limite per la quantità di rilascio di BPA consentito nei giocattoli per bambini fino all’età di tre anni e in tutti i giocattoli destinati a entrare in contatto con la bocca di un bambino. Il limite di migrazione fissato è attualmente di 0,1 mg/l di BPA. Tuttavia, dal 26 novembre 2018 si applicherà un limite inferiore di 0,04 mg/l.

La decisione del Tribunale Ue

Il Tribunale Ue ha rigettato il ricorso dell’associazione PlasticsEurope perché considera  la decisione conforme all’obiettivo di condividere le informazioni sulle sostanze estremamente problematiche con le altre imprese e con i consumatori, e proporzionata in quanto non va al di là di quanto è appropriato e necessario per conseguire lo scopo.