L’Italia mette al bando due fungicidi: sono interferenti endocrini

Il ministero della Salute ha revocato le autorizzazioni dei prodotti fitosanitari contenenti le sostanze attive ethoprophos e chlorothalonil, per mancato rinnovo dell’approvazione comunitaria, ai sensi del regolamento (UE) 2019/344. I prodotti a base di ethoprophos  potranno essere utilizzati fino a marzo 2020 mentre quelli base di chlorothalonil fino a maggio 2020. L’ethoprophos era inserita nella lista dei 77 principi attivi candidati alla sostituzione in quanto considerata  dalla’Efsa un potenziale interferente endocrino.

Il chlorothalonil è un fungicida che previene muffe sulle colture: l’Unione europea l’ha messo al bando dopo che una revisione dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) non è stata in grado di escludere la possibilità che i prodotti di degradazione della sostanza chimica causino danni al Dna. L’Efsa ha anche affermato che l’uso del principio attivo provoca “un alto rischio per anfibi e pesci”. Recenti ricerche hanno inoltre identificato il clorothalonil e altri fungicidi come il fattore più forte legato al forte calo dei bombi.

Nel frattempo in Francia, l’agenzia nazionale per la sicurezza della salute, ha ritirato l’immissione in commercio per tutti i prodotti fitosanitari che contengono l’epossiconazolo, un fungicida ampiamente utilizzato dai coltivatori di cereali. Si tratta di una sostanza sospetta cancerogena e si presume che sia tossica per la riproduzione umana.

L’epossiconazolo è una sostanza attiva che si trova in molti prodotti fitosanitari ma è tuttavia molto meno nota al grande pubblico del glifosato: è un principio attivo fungicida utilizzato in gran parte delle aree coltivate in Francia, in particolare nel trattamento di  cereali, barbabietole e altro per combattere le principali malattie fungine di queste colture. Ogni anno in Francia sono commercializzate circa 200 tonnellate di epossiconazolo. Questa sostanza persistente e tossica, un sospetto cancerogeno (C2) e presumibilmente tossico per la riproduzione umana (R1B), è ancora autorizzato in Europa oggi e utilizzato nei preparati per uso fitosanitario, autorizzazioni all’immissione in commercio per questi prodotti sono accompagnati da specifiche misure di gestione. Date le sue caratteristiche di rischio, l’epoxiconazolo si trova nell’elenco delle sostanze candidate per la sostituzione ai sensi del Regolamento UE 2015/408.