Essure, anche la Corte spagnola indaga sul contraccettivo della Bayer

L’Alta Corte di Spagna, l’Audiencia Nacional, ha aperto un procedimento penale contro la Bayer, la Spanish Gynecology Society e l’Agenzia di medicina spagnola (Aemps) dopo aver ricevuto una serie di denunce relative ai danni del contraccettivo Essure. La decisione del tribunale spagnolo arriva dopo che negli Stati Uniti e in Europa è stata vietata la vendita del contraccettivo.

Venduto da Bayer, Essure è un impianto per il controllo delle nascite permanente che viene inserito chirurgicamente nelle tube di Falloppio di una donna. La bobina metallica provoca la fibrosi, che funge da barriera per impedire allo sperma di raggiungere le ovaie. Bayer sta affrontando quasi 16.000 cause legali contro Essure negli Stati Uniti mentre in Francia è in corso una class action.

L’accusa penale privata è stata avviata all’inizio di luglio dall’Associazione delle vittime di Essure per conto di 30 donne, in cui si denunciavano crimini di salute pubblica. Questo gruppo sostiene che le donne non sono state deliberatamente informate sui rischi per la salute del prodotto. Secondo gli avvocati, “i pazienti non sono mai stati adeguatamente informati sulle possibili complicanze legate al prodotto che potrebbero influire sulla loro salute. Questa è un’omissione intenzionale“.

Le donne sostengono che Essure ha causato dolore continuo, emorragia, vomito, diarrea, perdita di capelli e denti e strappi dell’utero e delle tube di Falloppio. “Hanno perso i loro organi riproduttivi”, commenta l’avvocato Francisco Almodóvar, “diventando completamente sterili” mentre quelle alle quali sono state rimosse le tube di Falloppio possono rimanere incinte solo mediante l’inseminazione in vitro.

Bayer, una delle più potenti aziende farmaceutiche al mondo, ha gradualmente portato Essure fuori dal mercato globale. L’anno scorso, la società ha interrotto la distribuzione in Spagna, ma ha sostenuto che la decisione non era correlata a reclami sulla sua sicurezza. In un comunicato stampa pubblicato a settembre 2017, Bayer sosteneva che la mossa era “per ragioni commerciali”, sostenendo che la domanda per il prodotto in Spagna era “diminuita drasticamente”.