Vaccini, ministro Grillo: “L’obbligatorietà non è intoccabile”

“L’obbligatorietà si può esprimere in diverse forme e, allo stesso modo, non vedo ragioni per applicare un unico criterio in tute le regioni, anche in quelle dove la copertura vaccinale ha raggiunto percentuali soddisfacenti”. Così il ministro della Salute Giulia Grillo nel corso della conferenza stampa che si è tenuta questa mattina al ministero per annunciare la circolare ministeriale che di fatto introduce l’autoceritificazione vaccinale per la frequenza dell’anno scolastico 2018/2019.

La ministra ha assicurato che il valore sanitario delle vaccinazioni “non è in alcun modo in discussione”, ma traballa pericolosamente  l’obbligo di vaccinazioni per l’accesso a scuola come previsto dall’attuale decreto Lorenzin. Il primo colpo alla legge è proprio la decadenza del 10 luglio quale termine ultimo per presentare il certificato vaccinale per i bambini alla prima iscrizione (quelli di età compresa tra 0 e 6 anni): basterà una dichiarazione sostitutiva vaccinale. Per gli altri, i minori da 6 a 16 anni, sarà valido il certificato presentato nel corso dell’anno scolastico precedente. In atre parole, basta che i genitori dichiarino di aver vaccinato i figli oppure di volerlo fare in futuro.

Il colpo decisivo all’obbligatorietà arriverà – con molta probabilità – con un disegno di legge che sarà presentato nei prossimi giorni che poi sarà oggetto di dibattito parlamentare. Tuttavia, la ministra, lasciando senza risposta i giornalisti che la incalzavano proprio su questo aspetto, ha detto: “L’obbligatorietà può essere flessibile nelle modalità, nei tempi e nei luoghi” aggiungendo che “Resta confermato la copertura deo 95% come obiettivo da raggiungere e mantenere”. La ministra, infine, ha lasciato intendere che nelle Regioni dove è stata raggiunta la copertura ci sarà una maggiore flessibilità. Dunque si è deciso un ammorbidimento delle norme vigenti: niente “proroghe dei termini previsti” o “misure tampone”, ha specificato Grillo, ma “una serie di accorgimenti che possano rendere piu’ pacifico il rapporto tra cittadini ed istituzioni sanitarie e scolastiche”.