In Brasile nell’euforia dei mondiali il governo prova a liberalizzare i pesticidi

I mondiali, specie quando si parla del Brasile, sono un’arma di distrazione di massa. E non stupisce che proprio in questi giorni in cui tutto il paese segue Neymar e compagni, il governo Temer ne approfitti per far passare, senza che se ne accorgano in molti, un pacchetto di norme che va in controtendenza tanto sul biologico che sui pesticidi.

Su frutta e verdura organica, infatti, il progetto di legge appena approvato prevede una stretta nei confronti della vendita diretta

di prodotti biologici direttamente al consumatore che potrà essere fatta solo dai “membri di un’organizzazione di controllo sociale registrata negli organi di controllo, tagliando fuori migliaia di contadini che offrono il frutto del loro lavoro a Km 0.

Ancora più pesante il disegno di legge 6299/02 sull’uso dei pesticidi. Se fino a oggi per poter essere utilizzata in Brasile, una nuova sostanza doveva essere valutata dal ministero dell’Agricoltura, da Ibama (ente del ministero dell’Ambiente), e da Anvisa (ministero della Salute), con l’approvazione a decidere potrebbe essere sostanzialmente solamente il dicastero dell’Agricoltura, pesantemente compromesso con le lobby dell’agrofarma.
Un rapporto della Public Health Association brasiliano (Abrasco) 2015 ha mostrato che il 70% degli alimenti freschi consumati nel paese sono contaminati da pesticidi. Tra questi, il 28% aveva veleni non autorizzati. Durante l’elaborazione del disegno di legge alla Camera, la Società Brasiliana per il Progresso della Scienza (SBPC), contro il progetto, ha anche osservato che tra il 2000 e il 2012, c’è stato un aumento del 288% nel l’uso di pesticidi in Brasile. 22 dei 50 pesticidi usati in Brasile sono vietati dall’Europa. Sono venduti dalle multinazionali che dominano il mercato brasiliano, come la Syngenta (Svizzera), Bayer CropScience (Germania), BASF (Germania), DuPont (Stati Uniti) e FMC Corp. (Stati Uniti).