Vi spiego perché, con mezzi vecchi e corse cancellate, l’Atac è ferma

Dopo la prima puntata della nostra inchiesta sul trasporto pubblico romano, Questa scheda sullo stato del servizio Atac è a cura di Mercurio Viaggiatore un blogger capitolino esperto di trasporti. Ecco la sua analisi:

Dal 2010 in poi Atac ha fornito un servizio in costante calo, mitigato solo dall’apertura del tratto Metro B1 e della Metro C. Le 3 metropolitane negli ultimi anni soffrono di un servizio piuttosto irregolare come tempi di attesa, i treni sono sporchi dentro e imbrattati fuori, diverse stazioni anche centrali della Metro A sono ambienti da film horror, e alcune non sono accessibili per i disabili (come la fermata “Spagna”). Molte stazioni non sono presidiate da personale, e spesso le macchine per acquistare i biglietti sono guaste. Le stazioni e le tratte più frequentate dai turisti sono interessate dalla presenza di borseggiatori.

La produzione di superficie, sulla quale grava la fetta più consistente degli spostamenti (circa 2/3), con oltre 250 linee bus e solo 6 linee tram, è calata del 25% in soli 7 anni, passando dai 112,8 milioni di km nel 2010 agli 84,6 del 2017. La mancanza di nuovi bus in arrivo fa presagire un ulteriore pesante calo della produzione nel 2018. Numerose sono le soppressioni di intere linee per mancanza bus causa guasti (ben 135 sospensioni nel solo mese di Agosto 2017), incluse linee essenziali per gli ospedali.

Oltre ad estenuanti attese alle fermate sovraffollate, è frequente vedere bus con display guasti e insegne scritte a mano, pannelli pericolanti, pulsanti di “fermata prenotata” rotti, porte che non si aprono, per non parlare dei 20 bus andati a fuoco nel 2017. Le vetture hanno un’età media molto alta (11,6 anni nel 2016), e la manutenzione si fa sempre più affannosa per mancanza di ricambi e carenza di manutentori.

Le 3 ferrovie ex-concesse forniscono un servizio conforme al contratto ma insufficiente al grande flusso di pendolari (Roma-Lido premio Caronte per 3 anni di seguito), hanno infrastrutture obsolete e vagoni che arrivano ad essere veri reperti da museo (Roma-Giardinetti con un’età media di 56 anni). A seguito dei rilievi dell’Antitrust, saranno messe a gara dal 2019.

Nel 2017 il servizio è complessivamente peggiorato su quasi tutti i fronti. Inefficace il contrasto all’evasione: a fronte di in un aumento esponenziale di controlli e multe, c’è stato un modestissimo aumento dei ricavi, e un sensibile aumento delle multe non pagate (ben l’80%).

A Roma opera anche il privato RomaTPL, che gestisce oltre 100 linee bus per una produzione di circa 30 milioni di km/anno, con mezzi propri ma che hanno livrea Atac. Il livello di servizio, abbastanza rispondente al contratto, è però insufficiente a coprire le esigenze della vasta periferia romana, penalizzata anche da infrastrutture stradali inadeguate ed un altissimo livello di motorizzazione, con frequenti congestioni del traffico, in cui restano intrappolati i bus. Ci sono inoltre periodiche agitazioni del personale a causa del ritardo nel pagamento degli stipendi. Gli autobus sono decisamente più moderni di Atac, ma presentano analoghe difficoltà manutentive. Nel 2017 n.2 bus sono andati distrutti dalle fiamme.

A conclusione della panoramica, l’assoluta inadeguatezza della comunicazione sul trasporto, caratterizzata da una generale reticenza a segnalare tutti i disservizi, una certa lentezza, e una certa mancanza di empatia con gli utenti.

@MercurioPsi 

La prima e la terza puntata della nostra inchiesta

Atac, disastro Capitale fra caos trasporti e il rischio fallimento

Atac, slitta il referendum ma resta l’incognita concordato: che fine fa il debito?