Secondary ticketing, maxi multa per Viagogo

L’Antitrust ha comminato una sanzione di un milione di euro a Viagogo, il sito di secondary ticketing per mancanza di trasparenza. In particolare, tra i profili ritenuti scorretti dall’Autorità, compaiono: la mancata indicazione del valore facciale di ciascun biglietto posto in vendita; la mancata indicazione del posto e/o della fila del biglietto in vendita (cosiddetta “seat location”); l’indicazione ingannevole del prezzo complessivo del biglietto.

In particolare, rispetto al primo profilo l’Autorità rilevava la mancanza, sin dal primo contatto, dell’indicazione relativa al valore facciale (prezzo del mercato primario) di ciascun biglietto posto in vendita, accanto al prezzo richiesto dal venditore. Non è la prima volta che Viagogo viene multata dall’Authority: già ad aprile dello scorso anno la società era finita nel mirino dell’Agcm per gli stessi motivi. Anche al di fuori dei confini italiani, Vaigogo ha avuto problemi di “trasparenza” e per questo la direzione francese per la concorrenza, i consumatori e la repressione delle frodi ha chiesto alla società che fa secondary ticketing di porre fine alle scorrettezze.

Come funziona il secondary ticketing? Nel numero di aprile del Salvagente tuttora fine edicola ospitiamo un lungo speciale sin cui Maurizio Bongioanni fa proprio il punto sui “trucchetti” che utilizzano siti come Viagogo per accaparrarsi prima di tutti i biglietti di eventi importanti e poi rivenderli a prezzi aumentati. Insomma, spiega le ragioni che hanno portato l’Agcm alla multa e la Procura di Milano ad aprire un fascicolo. Ne anticipiamo un estratto.

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“Passiamo alle famigerate “procedure automatizzate”, come le definisce l’Agcm. Per queste si intendono modalità di acquisto tramite i ticketbots, software che si trovano facilmente su internet a 1.000 euro, disegnati per acquistare biglietti sui mercati primari, eludendo le limitazioni agli indirizzi IP multipli. Uno di questi, TicketOne.it Spinner Bot, effettua ricerche multiple sull’evento desiderato ancor prima che i biglietti vengano in vendita. Una volta disponibili il software ci mette le mani sopra e li acquista. Ci sono modi diversi per scoraggiare i programmi automatici: TicketOne e Ticketmaster ne mettono in campo alcuni tra cui i captcha (quei test per determinare se l’utente non è un computer). Che però non bastano: da un’analisi della stessa TicketOne, risulta che un gruppo di 15-25 persone, alle quali erano riconducibili circa 80-150 account, hanno acquistato tra 15 e 22mila biglietti per 800mila -1,4 milioni di euro, per vari eventi nel 2015 e nel primo trimestre 2016. Mentre l’Agcm arrivava a queste conclusioni, l’indagine preliminare guidata dal pm milanese Adriano Scudieri si è conclusa con il rinvio a giudizio di dieci persone tra cui Roberto De Luca e Antonella Lodi, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Live Nation Italia; Corrado Rizzotto, ex amministratore di Vivo srl; Domenico D’Alessandro, amministratore di D’Alessandro e Galli srl e agli amministratori a Ginevra della società elvetica Viagogo AG, Charles Stephen Roest e Kaur Rashvinder Dhoot. I capi d’accusa sono truffa informatica e aggiotaggio. Le società italiane sono accusate di aggiotaggio manipolativo, avrebbero “stipulato accordi occulti” con Viagogo “per la cessione di un elevato numero di biglietti, prevedendo sotto forma di consulenza la retrocessione del 90% dell’incasso mediante fatture oggettivamente false”; e le società svizzere avrebbero “rivenduto on line sul proprio sito i biglietti a un prezzo ingiustificatamente maggiorato rispetto a quello stabilito dagli artisti, tacendo l’accordo fraudolento e divulgando false informazioni al pubblico sul numero dei biglietti, nonostante fosse rimasto quasi immutato”. La prima udienza sarà il 9 maggio 2018″.