Presa diretta contro l’omeopatia: i medici “perché tanti pregiudizi?”

Continua a far discutere e a provocare reazioni, la trasmissione di sabato di Presa diretta di Riccardo Iacona. La puntata – chi non l’ha vista la trova qui – era interamente dedicata all’omeopatia. O meglio, a smontarne l’efficacia.

Da 7 società del settore, tra le quali FIAMO – Federazione Italiana Associazioni e Medici Omeopati e SIOMI – Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata, è arrivata, puntuale, una contestazione molto articolata alla trasmissione.

“Abbiamo avuto modo di visionare la puntata di sabato sera, da Voi dedicata all’omeopatia – scrivono gli estensori a Riccardo Iacona –  e La ringraziamo per lo spazio garantito ai medici iscritti all’Albo ed esperti in medicina omeopatica, e all’esperienza degli Ospedali di medicina integrata della Regione Toscana. Pur tuttavia, siamo sconcertati da quanto segue”. Qui vengono messi in evidenza 7 punti che i medici contestano alla trasmissione.

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Più in generale l’intera puntata – spiegano gli estensori – è stata obiettivamente improntata a sostenere una posizione evidentemente preconcetta rispetto all’omeopatia.

Scrivono i medici: “Avete criticato la carenza di un numero adeguato di ricerche scientifiche in omeopatia, per poi contemporaneamente insistere nel dileggiare le ricerche in corso, fino ridicolizzare l’attività di un Premio Nobel per la Medicina, sottostimando i progressi nelle ricerche sulle proprietà biofisiche dell’acqua e ignorando il fatto che le diluizioni dei principi attivi utilizzati in omeopatia possono anche essere della medesima massa di quelle correntemente utilizzate dal corpo umano per auto-regolarsi, e che diversi lavori scientifici in vitro e in vivo – quali quelli del Prof Bellavite dell’Università di Verona o del Prof. Dei dell’Università di Firenze – confermano attività biologica di “molecole messaggere” in diluizioni omeopatiche che sono dello stesso peso delle medesime molecole presenti in natura, risultati questi di straordinario interesse, che dovrebbero stimolare nuove ambiziose sfide per la ricerca scientifica”.

Studi su riviste di settore? Quando mai…

Un passaggio delle contestazioni alla trasmissione colpisce. Lo riportiamo integralmente. Nella trasmissione si osserva che “le raccolte di studi si limiterebbero lavori pubblicati su riviste di settore omeopatico. Ma è possibile considerare tali, si chiedono i medici il “Biomedical Pharmacotherapy”, “British Journal of Clinical Pharmacology, European Journal of Pharmacology, International Journal of Neurosciences, Pulmonary Pharmacology & Therapeutics, e molte altre, e affermare inoltre che dette ricerche siano finanziate da aziende farmaceutiche di settore, che, al contrario di quanto da voi sostenuto, da quanto ci risulta nella maggior parte dei casi ne curano solo la “raccolta”. Troviamo anche ridicolo il dileggiare il ruolo delle industrie del settore omeopatico nel sostenere le ricerche scientifiche sull’efficacia di questi farmaci, come se nel settore allopatico non fossero le industrie farmaceutiche a finanziare la quasi totalità delle ricerche (salvo poi, com’è notissimo, molte volte non pubblicare quelle con esito negativo)”.

Dal giudizio al pregiudizio

La lettera dei sostenitori della medicina omeopatica conclude: “Non siamo colti da alcun moto di disapprovazione circa il fatto che si dia voce anche con chiarezza a chi non condivide l’approccio medico omeopatico, e rispettiamo totalmente la libertà di stampa vostra e dei vostri colleghi (…) La Vostra inchiesta, ancorché apprezzabile in astratto per la dichiarata volontà di fare chiarezza su un tema d’interesse per la pubblica opinione, si è nella pratica tradotta in un elogio al “pre-giudizio”, che – come qualunque uomo di scienza ben dovrebbe sapere – è il più anti-scientifico degli atteggiamenti”.