“Carne scaduta e salmonella”, il pollo in Inghilettera finisce sotto accusa

Il rapporto della Fsa, l’Autorità britannica per la sicurezza alimentare, conferma le “cattive pratiche produttive” e la “scarsa igiene” all’interno di alcuni stabilimenti della 2 Sisters Food Group, il primo produttore di carne avicola del Regno Unito e fornitore della Grande distribuzione, finito sotto accusa dopo l’inchiesta dello scorso anno del quotidiano The Guardian e del canale televisivo Itv News che avevano sollevato lo scandalo dei petti di pollo scaduti e rietichettati per essere di nuovo messi in vendita.

Sicurezza alimentare in pericolo

L’Autorità sanitaria, a seguito di ispezioni su alcuni siti produttivi finiti sotto accusa, ha riscontrato “scarsa igiene e cattive pratiche, come l’uso inadeguato di indumenti protettivi, il posizionamento di coltelli su superfici non igieniche o procedure di pulizia inadeguate, anche se non rappresentavano guasti sistematici”. I controlli ufficiali hanno anche accertato che “in alcuni siti i test per la salmonella sono stati accertate violazioni dei requisiti legislativi perché i test erano eseguiti usando tagli di pollame, invece che sulle pelli del collo“.

“Non ci sono scusanti per le date di scadenza scadute”

Le riprese in incognito del Guardian e di Itv negli stabilimenti tra il 2 luglio e il 18 agosto avevano mostrato che i lavoratori modificano le date di macellazione su lotti di polli e reintroducevano il pollame sporco, caduto sul pavimento, nella linea di produzione. L’azienda si era difesa, mentre il report della Fsa ha criticato: “Non è possibile stabilire alcuna giustificazione nella modifiche delle etichette”. L’Authority ha affermato che ci sono anche filmati di telecamere a circuito chiuso in cui alcuni dipendenti addetti alle pulizie immettono carne da smaltire nella linea. Non solo. L’inchiesta del Guardian mostrava  che il pollo appena macellato veniva “miscelato” sulla linea di produzione con pollo macellato in date precedenti. Su questo la Fsa ha chiarito: “Era possibile che piccole quantità di carne di una precedente produzione fossero utilizzate in un’altra“.

La Fsa ha concluso però di essere convinta che la società abbia risolto i problemi identificati attraverso “azioni correttive”. 2 Sisters ha anche concordato di installare sistemi di videosorveglianza aggiornati in tutti i suoi impianti di produzione, per migliorare la formazione del personale, introdurre un programma di “mystery worker” e migliorare la cultura aziendale del gruppo.

 L’inchiesta del Guardian e dell’Itv News

Di cosa stiamo parlando? Ecco cosa hanno scoperto i giornalisti britannici con la loro inchiesta pubblicata sul numero di novembre 2017 del Salvagente.

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Per diverse settimane hanno lasciato la scrivania, hanno indossato il camice e la cuffia bianchi e hanno lavorato in uno stabilimento della 2 Sisters Food Group, leader britannico nell’allevamento di carni avicole (6 milioni di capi lavorati ogni settimana) e fornitore di Tesco, Sainsbury, Marks & Spencer, Aldi e Lidl. Due giornalisti del Guardian, lavorando così, sotto copertura, sono riusciti a documentare come fosse facile per gli addetti alla catena produttiva cambiare l’etichettatura dei busti di pollo e allungargli la vita manipolando la data di scadenza o di macellazione dell’animale.
L’inchiesta, condotta dal quotidiano insieme all’emittente Itv News, ha scatenato un putiferio tanto che le cinque catene della grande distribuzione coinvolte hanno avviato indagini interne e le stesse autorità sanitarie britanniche hanno dovuto ammettere “lacune” nei controlli dovute “ai tagli governativi alla sicurezza alimentare”.
Le immagini che i giornalisti sono riusciti a “catturare” all’interno dello stabilimento, oltre alla manipolazione delle date di macellazione, mostrano molto altro: le confezioni scadute inviate dai supermercati vengono aperte, riconfezionate, cambiando la data di scadenza, e inviate di nuovo ai supermercati. In altre immagini si vedono addetti che modificano i registri di macellazione, una pratica che in caso di contestazione può ostacolare le ricerche delle autorità sanitarie. Il materiale audiovideo girato sulle linee di produzione testimonia anche come polli macellati in date differenti, venissero mescolati prima di essere confezionati. Gli addetti, inoltre, hanno dichiarato che le date di scadenza stampate sui contenitori del pollo “misto” “tendevano a riflettere l’età della carne più fresca, anziché quella più vecchia”.
La pratica di “mescolare” diverse linee di prodotto ha prodotto anche un altro tipo di problemi. Nelle confezioni destinate a Tesco che usa un marchio esclusivo, Willow Farms, sarebbe finita anche materia prima che non soddisfa il capitolato d’appalto che la catena della Gdo aveva con la 2 Sister Food Groop.
Dal canto suo la 2 Sister Food Group in una nota ha cercato di minimizzare parlando di “casi isolati” e non di una sistematica pratica volta a minare la sicurezza alimentare dei prodotti. Tuttavia dopo lo scoop giornalistico l’azienda ha chiuso temporaneamente lo stabilimento di West Midlands, uno dei siti “visitati” dai giornalisti del Guardian.
Di certo i filmati testimoniano come le irregolarità coinvolgessero diversi siti e intere partite di carne. Ad esempio alcune immagini mostrano dei lavoratori intenti a modificare la data di macellazione di centinaia di capi posticipandola di un giorno mentre alcuni dipendenti hanno raccontato ai due “falsi” colleghi che a volte si allungava anche di più giorni.
Inevitabile che il “chicken scandal” finisse in Parlamento e che la Food and Standard Agency, l’autorità per la sicurezza alimentare britannica, avviasse ispezioni negli 11 stabilimento del gruppo. Ovviamente, dopo lo scoop, l’autorità non ha riscontrato grosse irregolarità dal punto di vista igienico.
Resta il dato di fondo che l’inchiesta del Guardian ha sollevato per la prima volta: in che condizioni vengono “trasformati” i nostri polli?