Scimmie (e forse anche uomini) costretti a respirare i gas di scarico. Lo scandalo Volkswagen, Bmw e Daimler

Hanno chiuso dieci scimmie in una stanza ermetica, costringendole a respirare per 4 ore i gas di scarico di un Maggiolino diesel mentre le tenevano buone trasmettendo cartoni animati su uno schermo. Un esperimento crudele, condotto senza alcuno scrupolo e senza il rispetto di qualunque parametro scientifico. Per di più inutile, o meglio, utile solo a chi lo pagava per mettere un freno alle cause e ai tentativi di avere un risarcimento al caso del diesel gate.

È lo scandalo che da ieri sta facendo il giro del mondo e che ha coinvolto Volkswagen, Daimler e Bmw. Il caso, sollevato da un’inchiesta del New York Times, ha già fatto il giro del mondo, provocando reazioni in molti paesi europei. E nelle ultime ore si affaccia un’ipotesi ancora più terribile: sarebbero state utilizzate anche cavie umane, secondo quanto riportato da Sueddeutsche Zeitung e Stuttgarter Zeitung.

Le case automobilistiche tedesche, in sostanza, nel 2014 hanno finanziato test condotti in un laboratorio di Albuquerque, nel New Mexico, per verificare se i gas di scarico dei veicoli diesel fossero nocivi. Il tentativo di dimostrare che i veicoli diesel con le ultime tecnologie erano più puliti dei modelli precedenti era, però truccato: gli scienziati americani non erano a conoscenza del fatto che il Maggiolino fornito da Volkswagen era stato truccato per produrre livelli di inquinamento molto meno dannosi in laboratorio di quanto lo fossero sulla strada.
Risultati, dunque, deliberatamente manipolati. Ma non per questo meno scandalosi.

Le scimmie sono sopravvissute al test, ma non è noto quali siano le condizioni salute attuali, ha spiegato il giornale tedesco Bild. Inutile dire che, di fronte allo scandalo, Bmw e Daimler hanno preso le distanze dal metodo “del tutto insensato” e Volkswagen ha parlato di “un errore”.

Non è bastato. Se il presidente della Bassa Sassonia, Stephan Weil, parla di pratiche “assurde e ributtanti”, molto più crude le associazioni animaliste tedesche.

Forte anche il commento di chi si occupa di salute pubblica. Margaret Douglas, è presidente della rete scozzese per la valutazione dell’ambiente, organizzazione del Sistema sanitario inglese. E non ha dubbi che il comportamento dell’industria automobilistica sia molto simile a quello tenuto da quella del tabacco.
“Ci sono molti parallelismi tra le industrie nel modo in cui cercano di minimizzare il danno e incoraggiare le persone a diventare dipendenti”, ha detto la Douglas.

Di certo c’è che questa è l’ennesima prova di un sistema truffaldino che ha mostrato di non avere alcuno scrupolo, né per gli animali, né per l’uomo.