Caporalato, Princes continua a rifornirsi di pomodoro “sporco”

La multinazionale Princes resta l’ultima azienda a rifornirsi di pomodoro dalla De Rebertis, la società agricola finita nel mirino della procura di Lecce, nell’ambito delle indagini per la morte del bracciante Abdullah Muhammed. Lo scrive oggi il giornale inglese The Guardian che riporta i punti salienti dell’indagine che ha visto il coinvolgimento anche di Mutti e Conserve Italia. Se queste ultime due aziende si sono subito dissociate interrompendo l’acquisto della materia prima dall’azienda agricola accusata di sfruttare il lavoro dei braccianti, Princes – molto attiva nel mercato inglese, francese e tedesco – ha confermato di “essersi rifornita di pomodoro dalla De Rubertis nel 2016 e 2017” sottolineando che “gli audit non hanno riscontrato alcuna illegalità“.

“Siamo molto attenti a garantire il rispetto dei diritti umani ” ha spiegato Princes affermando di essere impegnata “proattivamente affinché la filiera sia conforme alla legislazione italiana e ai nostri standard etici“. Viene da chiedersi, allora, come scritto già da Fabio Ciconte e Stefano Liberti su Internazionale perché la multinazionale inglese di proprietà del gigante giapponese Mitsubishi resta ancora tra i clienti dell’azienda agricola e non segua l’esempio di Mutti e Conserve Italia.