Tim, i salati costi di attivazione a sorpresa dopo 8 mesi

Caro Salvagente, 

lo scorso 16 marzo 2017  prima di disdire il contratto con Telecom e passare ad altro, ho contattato il 187 per maggiori chiarimenti e l’operatore per scongiurare la disdetta mi ha proposto un cambio contratto per i clienti “fedeli” da ” Offerta TUTTO ” a ” TIM SMART VOCE CASA “. Ho accettato e l’offerta è stata attivata il 20 dello stesso mese, previa ricezione del modem come preannunciato. L’Operatrice con cui ho parlato al telefono non ha mai fatto riferimento né a costi di attivazione né all’obbligo di “domiciliazione bancaria”. Pertanto,a mio avviso, l’importo di 98,00 euro da voi richiesto con la bolletta di Novembre 2017 e motivato come contributo attivazione “TIM SMART” per mancanza di domiciliazione bancaria mi ha lasciato spiazzato e lo considero assolutamente non voluto. In più di un’occasione gli operatori Tim mi hanno detto che l’importo sarebbe stato restituito a controversia risolta e che intanto dovevo pagare. Così ho fatto, ma il 14 dicembre arriva una comunicazione scritta dalla compagnia secondo cui “non sono emersi elementi che ci consentano di accogliere la tua richiesta”. Per dimostrare la scorrettezza della procedura, e quindi la nullità del contratto abbiamo chiesto più volte di poter consultare la registrazione telefonica della proposta dell’offerta, come nostro diritto, ma ci è stato negato. Cosa possiamo fare di fronte a questa ingiustizia?

Carmelo G.

 

Caro Giorgio, abbiamo girato la sua domanda a Valentina Masciari, responsabile utenze di Konsumer Italia. Ecco cosa ci ha risposto.

questo è un caso diverso rispetto all’attivazione di servizi non richiesti; lo farei rientrare più che altro in una forma di pratica commerciale scorretta. In pratica nel momento in cui l’operatore di Telecom ha proposto il cambio piano avrà omesso alcuni dettagli fondamentali e cioè che il contributo di attivazione viene azzerato solo se si sceglie come modalità di pagamento l’addebito in conto. Si hanno circa 90 giorni di tempo per decidere se pagare o meno con tale modalità e in questo arco di tempo non viene addebitato l’importo in questione che concretamente scatta solo nel caso in cui si continui a pagare con bollettino postale, cioè non si sceglie il RID come forma di pagamento. E’ evidente che il cliente deve essere messo nella condizione di decidere cosa fare, quindi deve essere adeguatamente informato; è anche chiaro che tale passaggio, essendo fondamentale, deve essere ribadito nella registrazione vocale fatta per accettare l’offerta. Non capisco perché Telecom non la fornisca tale registrazione, soprattutto se ritiene di aver fatto le cose in regola. Direi di insistere facendo una richiesta specifica della registrazione che ha portato alla stipula del contratto e se Telecom si rifiuta di fornire al cliente ciò che è un suo diritto avere, procederei con il segnalare la cosa all’Autorità perché siamo di fronte all’ennesimo comportamento scorretto perpetrato da Telecom.