Dl fiscale, stop definitivo alle bollette a 28 giorni. Ma si comincia tra 4 mesi

Con il voto di fiducia alla Camera è stata convertito definitivamente in legge il decreto Fiscale che contiene anche lo stop alle bollette ogni 28 giorni che, tanto nella telefonia quanto nella pay-tv, ha comportato un aumento annuale dell’8,6% per gli utenti.

Dona (Unc): “Ora l’Agcom preveda indennizzi per gli utenti”

Soddisfatto il presidente dell’Unc Massimiliano Dona sempre in prima fila per l’abolizione della fatturazione ogni 4 settimane: “È una grande vittoria per i consumatori che, almeno per una volta, riusciranno ad averla vinta contro i colossi delle telecomunicazioni, ottenendo il ripristino della bolletta mensile”. E avverte: “Ora chiediamo che l’Autorità delle Comunicazioni indennizzi i consumatori per il pregresso e che l’Antitrust vigili su eventuali aumenti”.

Quattro mesi per adeguarsi

Ma per poter tornare alla fatturazione mensile bisognerà aspettare altri 4 mesi. L’articolo 19 bis, stabilisce che gli operatori “di telefonia, di reti televisive e di comunicazioni elettroniche” avranno 120 giorni di tempo per adeguarsi e smettere di fatturare a 28 giorni. Da allora saranno possibili solo fatturazioni mensili, ad esclusione – come chiarisce il testo – dei servizi “promozionali a carattere temporaneo di durata inferiore al mese e non rinnovabile, su base mensile o multipli del mese”.

Le sanzioni

Che succede agli operatori che non si adeguano? Le sanzioni previste dal Codice delle comunicazioni per questo tipo di violazioni vengono raddoppiate a portate a un minimo di 240mila euro a un massimo di 5 milioni.   A vigilare e a comminare le sanzioni sarà l’Autorità garante per le comunicazioni (Agcom) che dovrà indicare anche il termine entro cui addebitare i rimborsi, in ogni caso non inferiore a 30 giorni. Ad ogni singolo utente vittima della bolletta irregolare, infatti, spetteranno 50 euro forfettari di rimborso più 1 euro per ogni giorno che passa a partire dal termine di rimborso deciso dall’Agcom. Si spera che l’Autorità mostri il pugno duro nella pratica, comminando sanzioni massime e dando il minimo di tempo consentito agli operatori per rimborsare i propri clienti. Nulla da fare purtroppo per chi sta pagando le bollette a 28 giorni, con un aumento effettivo dell’8,6% rispetto alla tariffazione mensile: nessun rimborso è previsto per il pregresso, su cui però le associazioni dei consumatori sono pronti ad aprire dei contenziosi.