Droni, i consigli per non sbagliare l’acquisto di Natale

Affacciatisi sul mercato pochi anni fa, i droni continuano ad essere tra i regali di natale più desiderati. Secondo l’istituto di ricerca GfK questi giocattoli volanti saranno tra i 10 regali di Natale high-tech più venduti nel 2017. Ma come scegliere tra i tanti modelli disponibili? A dare alcuni consigli utili è il magazine francese 60 millions de consommateurs. 

Non risparmiare troppo

In commercio esistono anche modelli molto economici, a partire da 50 euro, ma spesso hanno un raggio d’azione molto ridotto. Invece, più alto è il raggio d’azione, più facile è gestire il drone. La maggior parte di quelli venduti a pochi euro, alcuni dei quali possono raggiungere una lunghezza di quaranta centimetri, non sono stabili, e bisogna compensare, usando il telecomando in dotazione, le oscillazioni causate dal vento e correggere costantemente l’altitudine. meglio spendere qualcosa in più e avere un prodotto meno faticoso.

Occhio alla caduta!

Padroneggiare il pilotaggio dei droni economici non è facile all’inizio, e può comportare la perdita del controllo e la conseguente caduta. Se si schiantano sull’asfalto l’impatto è spesso letale. Al contrario, i veicoli di fascia media, venduti a partire da circa 150 euro, possono integrare un sensore di pressione grazie al quale il dispositivo mantiene la sua altitudine quando si rilasciano i comando, evitando così di spiaccicarsi a terra.

Gps e video

Alcuni droni, a partire da circa 200 euro, dispongono di un Gps che consente, nel caso più semplice, di andare sul posto o automatizzare il ritorno all’utente; e, per i modelli più avanzati, stabilire piani di volo completi. Ottimo nel caso in cui dovesse cadere in un luogo pieno di ostacoli visivi. Per chi vuole fare riprese precise, i modelli che permettono di vedere in tempo reale le riprese dal proprio smartphone usato come telecomando, sono il massimo.

Controlla le regole, prima di comprare

I droni radiocomandata usati per motivi ricreativi in Italia possono volare senza autorizzazione preventiva, ma rispettando alcune restrizioni. Come spiega l’Enac: “Gli aeromodelli vengono utilizzati per motivi ricreativi, possono essere fatti volare di giorno in contatto visivo diretto al massimo a 200 m (per avere una idea un campo di calcio è lungo circa 100 m) di distanza e a un’altezza massima di 70 m (circa un palazzo di 15 piani) e quindi senza utilizzare eventuali automatismi di volo su percorsi fuori dalla vista del pilota. Si possono utilizzare tali aeromodelli in aree non popolate e quindi sono da escludere i centri urbani e i parchi pubblici in essi contenuti. Inoltre bisogna sincerarsi che non si sia più vicini di 5 km da un aeroporto oppure in un’area dove sia esplicitamente proibito volare in assoluto (ad es. centro di Roma)”. Nelle spiagge l’utilizzo è consentito ma solo se non ci sono persone nell’area del volo. Nel 2018 entreranno in vigore regole europee ad hoc per i droni, che saranno più restrittive di quelle attuali. Ad esempio, a partire da luglio, tutti i modelli di oltre 800 grammi dovranno essere registrati tramite un modulo online e sarà necessario un addestramento per utilizzarli.