Il pilota Ryanair: “Turni da 12 ore senza acqua e tempi dimezzati per il decollo”

“La compagnia ha tirato troppo la corda. le condizioni sono  peggiorate. In un anno se ne sono andati via 700 piloti. Adesso se ne stanno andando via altri 140 verso Norvegian, per condizioni contrattuali migliori”. A parlare è un pilota che lavora per Ryanair, la regina delle low cost europee, che si trova ad affrontare gravi problemi con il personale, cosa che l’ha portata a cancellare 2 mila voli per mancanza di personale disponibile. I vertici dell’azienda irlandese hanno attribuito le responsabilità alle ferie mal programmate. Ma il racconto del pilota che il Salvagente ha intervistato svela ben altri retroscena.

I disguidi di queste settimane sono dovuti alle ferie dei piloti?
Non solo. È vero che siccome voli parecchio, ti danno un mese libero, in cui accumuli tutte le ferie e i giorni liberi. A me, nel mese libero, mi hanno chiamato più di una volta per andare a volare. Ma io non ho manco risposto perché hanno proprio rotto le scatole. Non ti danno nemmeno una bottiglia d’acqua per lavorare. Io quando vado a lavorare mi devo portare 2 litri d’acqua più i panini, perché inizi la mattina alle 5 e finisci alle 5 di pomeriggio. Pasti offerti dalla compagnia, zero.

Neanche a bordo?
No. Se vogliamo prenderne una, ci tocca pagarla allo stesso prezzo dei passeggeri. E non solo…

Che altro?
Ci paghiamo la divisa, l’albergo e il taxi quando andiamo a fare il simulatore, ogni sei mesi o Bergamo o all’estero. Vale per tutti, comandati inclusi.

Parliamo delle condizioni di lavoro.
Facciamo 70/80 ore di volo nell’arco del mese.

Sono poche o tante rispetto alla media?
70/80 ore di volo sono tante, perché il sistema di Ryanair è fatto da 4 tratte minimo al giorno, alcuni come a Dublino ne fanno anche 5. Ma il transito deve essere fatto in 25 minuti, il che ovviamente dà un’accelerazione molto forte al carico di lavoro. Sono 80 ore ma è come se fossero 800.

25 minuti sono pochi per le manovre tra un atterraggio e un decollo?
Arrivi e in 25 minuti devi fare tutto quanto necessario – pulizia, carburante, manovre per la sicurezza – per andartene via con lo stesso aeroplano. In altre compagnie normali il transito va dai 40 ai 45, alcune addirittura 50 minuti.

Non si rischia così di mettere in secondo piano la sicurezza dell’aereo e dei suoi passeggeri?
Tutti gli equipaggi cercano sempre di tenere alto il livello di sicurezza, questo però ti comporta essere veloce ma anche sicuro, il che porta un carico di uno stress alto.

Le condizioni salariali?
Gli assistenti di volo sono proprio trattati come carne da macello. Viaggiano tanto. Se non vendono a bordo non fanno carriera. Per i piloti, ci sono due tipi di contratti. Quello Ryan e quello con una società esterna che sta a Dublino, dove tu fai il contratto con loro e Ryanair ti paga le tue giornate operative a ore di lavoro. Da questo però devi togliere sia le tasse a Dublino che in Italia. Quindi per 10 mila euro di stipendio 5-6mila vanno in tasse. E poi con quello che ti rimane ti devi pagare tutto, perché non hai diritto a niente. Io guadagno 4.500 euro al mese.

A cui deve togliere le spese non coperte.
Ad esempio, il mio contratto prevede che se mi mandano in un’altra sede sono obbligati a pagarmi un albergo, ma ci sono stati casi in cui dopo aver anticipato i soldi per il mezzo per andare in aeroporto, questi il pilota non li ha visti più. Poi c’è la questione del telefono aziendale, che non esiste.

E come comunicate con la centrale?
I comandanti qui per chiamare, anche per comunicare un problema, chiamano con il loro telefono cellulare. E chiamano Dublino. Quindi devi avere una tariffa economica perché se no spendi un sacco di soldi e anche questi non li rivedi più. Infatti tra le richieste che abbiamo fatto, oltre all’acqua, anche quella di avere un telefono per comunicare con l’azienda se ci sono problemi in giro per l’Europa. Cose che nelle altre compagnie sono normali, nella compagnia dove stavo prima era tutto pagato dall’azienda: pasti, trasporto, divisa e corsi.

Come vi state muovendo?
Stiamo raccogliendo le firme per una lettera da parte di tutte le basi in Europa, circa 80, da mandare all’azienda che ci ha proposto un bonus: “10 mila euro per i comandanti e 6 mila per i primi ufficiali se andate a volare a queste condizioni, se rinunciate al giorno di ferie”. una tantum. Non abbiamo rifiutato e stiamo appunto mandando la lettera in cui chiediamo un aumento del salario e altri benefit. Stiamo mandando come prospetto il contratto di Easyjet Italia, il migliore, che nonostante loro siano una low cost, hanno dei benefit minimi, niente di straordinario”.

Vi siete rivolti ai sindacati?
Loro i sindacati non li vogliono, non accettano contrattazione con i sindacati. È un tabù. Dicono “Noi siamo irlandesi, qua non ci sono queste cose, non ci sono sindacati, e amen”. 

Come sta andando la contrattazione?
Dalle ultime notizie che ho saputo, loro hanno già rifiutato queste nostre istanze. Noi per quanto riguarda la nostra base, e credo anche le altre, ci stiamo rifiutando di volare nei giorni liberi. Abbiamo deciso tutti quanti di non accettare di volare così, perché è assurdo. Loro guadagnano un sacco di soldi e umanamente ci trattano veramente male. Per questo la gente se n’è andata via. 700 piloti in un anno sono veramente tanti.

È vero che se uno si ammala viene chiamato a Dublino?
È vero. Sia a noi che agli assistenti di volo. Colleghi sono stati chiamati a Dublino perché ha aperto malattia, e gli hanno chiesto spiegazioni.

Una forma di pressione.

Con il senno di poi, avrebbe lasciato la vecchia compagnia per Ryan, come ha fatto?
Ryanair serve ai piloti perché le carriere sono molto veloci. Serve per fare molta esperienza e diventare comandante prima, perché si fanno molte ore di volo. Ma è un trampolino, non è una compagnia perché è molto usurante e molto performante.