Togetherprice, il portale per condividere Netflix, Spotify e antivirus e risparmiare

Netflix, Now Tv, Amazon Prime, Spotify e Premium, quello delle Pay tv on line è un fenomeno ancora minoritario nel nostro paese ma con numero ormai importanti e in constante crescita. Secondo le stime di Pwc Italia all’inizio del 2017, gli abbonati italiani a servizi televisivi via web sono 700mila. Ma spesso le serie televisive preferite sono proposte da piattaforme diverse e pagare un abbonamento per ognuna può comportare una spesa mensile troppo onerosa per le proprie tasche. Per chi non volesse rovinare le proprie finanze all’inseguimento delle proprie passioni seriali, è sempre possibile condividere la spesa con un amico o un familiare. La maggior parte delle opzioni disponibili, infatti, permettono la connessione di contemporanea di due o più utenti. Nel caso in cui non si abbiano conoscenti disposti a condividere un abbonamento a Netflix o a Now Tv, arriva in soccorso un portale italiano creato apposta: Togetherprice.com. 

Cosa si condivide

L’obbiettivo (perfettamente legale) del portale è proprio quella di far trovare ai propri utenti altri appassionati con cui condividere principalmente account di Pay tv, ma non solo. Il portale offre anche la possibilità di dividere il costo di antivirus, software, app e videogiochi, oltre che di piazzare biglietti per treni, aerei, o spettacoli che non si possono più utilizzare. Ma la parte più innovativa, appunto, è quella che riguarda gli abbonamenti tv.

Come funziona?

Dopo essersi registrati si può andare a caccia di offerte di condivisione già attive o crearne una apposita (ma attenzione, deve riguardare un abbonamento che avete già stipulato). Ogni admin (chi cerca partner per il proprio abbonamento) inserisce il numero di partecipanti massimi e il costo mensile per ognuno di essi. In questo è un meccanismo molto simile a quello di Bla bla car, il maggiore portale di condivisione di tragitti in auto d’Italia. Così, su Togetherprice è possibile accedere a Netflix premium a soli 3,99 euro invece che 11.99, o a Spotify Family (servizio per ascoltare musica senza spot su tutti i tipi di terminali) a 3,49 euro invece che 14,99.

I costi di commissione

Per la precisione, la quota individuale il Joiner (così viene definito sul sito chi vuole partecipare a una condivisione già aperta) include già la commissione per il portale, che corrisponde a 99 centesimi per quote  inferiori a 4 euro, a 1.49 sotto i 7 euro e 1,99 fino a 10 euro (e così via in maniera proporzionale). Per chi crea una offerta di condivisione, invece, le commissioni sono più esigue (in genere sotto l’euro) che possono essere annullate in vari modi, tra cui diventare cliente di Hype, carta prepagata di Banca Sella.

Il portafoglio elettronico

I soldi immessi tramite la propria carta di credito/debito finiscono nel “Tp Wallet” (portafoglio elettronico) del creatore della condivisione, ma solo dopo un periodo di “congelamento” di 25 giorni, pensato per evitare che qualcuno prenda i soldi e scompaia senza fornire ai partner dell’abbonamento i dati e le password necessarie a utilizzare il servizio. I soldi accumulati nel Wallet possono essere trasferiti in un conto corrente (con commissioni annullate se il trasferimento è superiore a 20 euro) oppure usate per partecipare a offerte aperte da altri.

I rischi e le garanzie

Una piattaforma come Togetherprice non è esente da rischi: appunto che qualcuno si comporti in maniera scorretta con i co-partecipanti all’offerta. Per questo, così come su eBay o AirBnb, anche qui esiste un meccanismo di feedback sugli utenti. Qui si chiama “livello trust”, credibilità, che dipende sia dai dati di riconoscimento in possesso del portale che dalle recensioni di altri utenti. Per alcuni tipi di offerte, inoltre, è possibile riservare l’accesso solo a amici, familiari o utenti esplicitamente invitati a partecipare.