“Su riso e pesci dal Giappone la Ue non cancelli i test di radiottività”

La Commissione europea non abbassi la guardia sul cibo proveniente dalle dodici prefetture giapponesi che sono state esposte a cadute radioattive dopo il disastro nucleare di Fukushima del 2011, e che da allora, prima di varcare i confini comunitari, vengono sottoposti a controlli supplementari. È questa la richiesta contenuta nella risoluzione approvata ieri dal Parlamento europeo e indirizzata alla Commissione Juncker.

Seppur non vincolante per Bruxelles, il provvedimento mette in luce l’intenzione di “allentare” i test sulla radiottività su molti prodotti come il riso, i pesci e i molluschi provenienti da aree contaminate del Giappone. Secondo gli eurodeputati del Comitato per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare che hanno votato la risoluzione, la cosa grave è che non è stata fornita alcuna “giustificazione o spiegazione” per la riduzione dei controlli, che dovrebbero cessare in virtù di un rinnovato accordo di libero scambio tra l’Europa e il Giappone.

Tuttavia, come hanno precisato gli europarlamentari, “durante il dibattito in commissione, il rappresentante della Commissione ha affermato che il comitato permanente discuterà la questione in ottobre“.