Dal minore solo in aereo alla stanza che sparisce: le vacanze da incubo

C’è l’immancabile caso di una stanza di hotel prenotata in anticipo che, giunti in albergo si scopre disponibile per un solo giorno e quella in cui, sopo aver pagato, “svanisce” il condizionatore. Ma c’è anche un volo Alitalia senza luci e cibo e un ragazzo minorenne che si trova a viaggiare non accompagnato, nonostante sia stato richiesto dai genitori il servizio.

Molte le segnalazioni ricevute durante l’estate dallo Sportello del Turista di Confconsumatori, il presidio che l’associazione continua a garantire da oltre un decennio.

«Ancora una volta sono i turisti a fare le spese per inadempimenti e disservizi – ha commentato l’avvocato Carmelo Calì, responsabile Trasporti e Turismo di Confconsumatori – e, purtroppo, la casistica si “allarga” della casistica. Accanto a quella tradizionale, il primo luogo i ritardi aerei che durante questa estate hanno ottenuto il primato, iniziano ad affacciarsi nuovi episodi rispetto ai quali é necessaria la massima attenzione».

Vediamone alcuni.

PANICO IN VOLO SULL’ATLANTICO

Un gruppo di passeggeri italiani che lo scorso 7 agosto si erano imbarcati sul volo Alitalia Los Angeles – Roma hanno raccontato il loro viaggio da incubo: a un’ora dalla partenza, dalla cabina della cucina, vicino alla coda dell’aereo, ha iniziato a uscire fumo. Prima il personale ha accennato a un forno che aveva preso fuoco, poi a un guasto all’impianto elettrico; intanto l’equipaggio cercava di spegnere l’incendio con gli estintori finché si è giunti al blackout. Ai passeggeri viene comunicato in un primo momento che si sarebbe proceduto ad un atterraggio di emergenza e successivamente che non sarebbe stato necessario. Così i turisti, imbarcati verso sera, hanno volato per 10 ore senza luce (erano accese solo le luci di emergenza e quelle di lettura), senza cucina né tv.

MINORE VIAGGIA SOLO DALLA COLOMBIA

I genitori di una ragazzo catanese minorenne avevano acquistato presso la compagnia Iberia un servizio di accompagnamento per il figlio 16enne che doveva effettuare un viaggio in Colombia a luglio. All’andata, con partenza da Roma e scalo a Madrid, il ragazzo era stato regolarmente seguito da un accompagnatore. Però, al momento di imbarcarsi per il viaggio ritorno, da Medellin a Roma con scalo a Madrid, il servizio di accompagnamento acquistato non risultava ai terminali e il giovane, pur presentando la documentazione a sostegno delle proprie ragioni, si è trovato costretto a rinunciare al servizio, dato che la compagnia pretendeva 350.000 pesos colombiani per usufruirne. I genitori, informati del problema alle tre di notte, hanno acconsentito all’imbarco e, non senza difficoltà, si sono trovati costretti ad acquistare nuovamente il servizio di accompagnamento per la tratta da Madrid.

NIENTE ARIA CONDIZIONATA E INTOSSICAZIONE ALIMENTARE

Due amiche avevano prenotato una vacanza a Noto dal 6 all’8 agosto, pagando anticipatamente l’hotel all’arrivo. Contrariamento a quanto promesso in fase di prenotazione, però, la stanza era senza aria condizionata, proprio nei giorni in cui la temperatura superava i 40 gradi; inoltre al rientro hanno accusato dolori all’addome diagnosticati come intossicazione da cibi verosimilmente causata da alimenti ingeriti presso la struttura che prevedeva la pensione completa.

SFRATTATI DALL’HOTEL PRENOTATO IN MONTAGNA

Una coppia di turisti catanesi aveva prenotato tre notti in un rifugio sull’Etna dal 12 al 14 agosto ma, pur avendo avuto conferma scritta, all’arrivo la struttura ha comunicato che la disponibilità era solo per la prima sera. Nonostante le proteste i due si sono trovati costretti ad abbandonare l’hotel prenotato il giorno successivo.