L’Antitrust Usa scrive a Kim Kardashian e altri vip: “Basta spot occulti su Instagram”

La Federal trade commission (Ftc), il corrispettivo Usa della nostra Antitrust, ha inviato più di 90 lettere a celebrità, atleti e altri influenzatori invitandoli a dichiarare chiaramente le loro relazioni con i marchi commerciale presenti nelle loro foto su instagram, soprattutto quando sono taggati. A riportarlo è Cosmopolitan.

Le sorelle Kardashian tra i vip

È la prima volta che il Ftc scrive direttamente a questi influencers, tra cui le sorelle Kardashian e secondo, il sito WWD, sia gli agenti delle celebrità che i marchi promosso hanno ricevuto lettere. Tra questi, Chanel, Yves Saint Laurent, Johnson & Johnson. Molti dei posti in questione sono stati rimossi. Il Ftc ha inviato le lettere dopo aver esaminato le petizioni presentate dal non-profit Public Citizen e da altre organizzazioni affiliate che erano preoccupate per la pubblicità più o meno occulta su Instagram. Secondo la commissione, le star dei social dovrebbero “rivelare qualsiasi connessione materiale al di sopra del pulsante ‘Altro'”, per evitare che la maggior parte dei fan, che solitamente vedono solo le prime tre righe della didascalia, rimangano ignari del rapporto commerciale tra la star e il marchio. Con Instagram le star riescono a fare molti soldi, anche quelle “autoctone” del social, cioé diventate famose proprio grazie ai post pubblicati. Danielle Bernstein, una fashon blogger molto quotata, guadagna fino a 15mila dollari (circa 14mila euro) per una sola foto postata su Instagram. 

L’appello Unc all’Antitrust

Un’iniziativa simile è stata portata avanti qualche settimana fa in Italia dall’Unione nazionale dei consumatori che ha proposto all’Antitrust di obbligare i vip  ad inserire accanto alle fotografie e video sui social delle didascalie in cui viene indicata la natura pubblicitaria dei contenuti: “la pubblicità occulta ha il potere di influenzare inconsapevolmente i consumatori nella scelta di un prodotto o nel giudizio su un brand. Se fatta sul web è in grado di raggiungere una vasta platea di persone. A maggior ragione è efficace se fatta da personaggi famosi, i cosiddetti influencer, che hanno online un largo seguito di followers, spesso adolescenti. Per questo urge anche un nuovo quadro normativo che regoli la pubblicità realizzata sui social network” ha affermato il presidente Unc Massimiliano Dona.

Opacità anche tra i food blogger

E la pubblicità occulta nel web 3.0 è molto presente anche nel mondo alimentare, dove sono tanti i food blogger (esperti di cibo veri o sedicenti) che quando arrivano ad avere un numero consistente di seguaci, stringono rapporti commerciali con aziende alimentari e inseriscono tra i propri ingredienti i prodotti delle stesse, come racconta il Fatto alimentare.