Il grande bluff dell’etichetta energetica dei televisori

Un grande bluff. L’etichetta energetica sui televisori è solo l’ennesimo imbroglio ai danni del consumatore. Un imbroglio doppiamente pericoloso, visto che colpisce il portafogli e rischia di condizionare la qualità di ciò che vediamo sui nostri schermi.

E dal vero i consumi raddoppiano (almeno)

Ad arrivare a questa conclusione il mensile svizzero dei consumatori K-Tipp che si è preso la briga di misurare il consumo di energia di una ventina di televisori, sia grandi che piccoli. Le televisioni sono state testate con il profilo di colore “dinamico“, quello impostato da chi ama “smanettare” tra le impostazioni per rendere le immagini migliori, dato che si tratta del modo che offre i colori più intensi e il più alto contrasto.
Il risultato toglie ogni dubbio: tutti i televisori hanno bisogno di più watt di quanto dichiarano. E non parliamo di differenze trascurabili. Prendiamo l’LG 65OLEDB6V. In etichetta si legge 145 watt ma al momento di misurarlo, K-Tipp ha calcolato ben 375 watt: circa 2,5 volte quanto indicato.

Classe A (col trucco)

Eppure, nonostante l’elevato consumo questo dispositivo è sistemato nella classe energetica “A”. Come mai? I produttori definiscono una modalità speciale per queste misurazioni, spiega K-Tipp, una modalità di immagine che viene disabilitata nell’esperienza quotidiana dei consumatori; serve solo a poter esprimere in etichetta un basso consumo di energia. Una procedura legale e permessa dalla Ue.

Peccato che per godere di questo consumo si dovrebbe rinunciare proprio a quella qualità delle immagini sulla quale tanto puntano i produttori per vendere. Non sarebbe più logico dichiarare i dati di consumo vero e non giocare con i programmi per fregiarsi di una classe “A” che significa ben poco?