Elettricità, aumenti illegittimi l’Authority: via ai rimborsi in bolletta

Sono 9 – per ora –  le aziende elettriche che, “avendo conseguito un beneficio economicoindebito attraverso “condotte anomale nei mercati all’ingrosso nel 2016”, dovranno restituire agli utenti gli importi chiesti illegittimamente attraverso rimborsi automatici in bolletta che dovrebbero scattare nelle prossime settimane.

A decretarlo è stato ieri l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico che in una nota precisa: “Dopo un’approfondita fase istruttoria, per le prime 9 società su più di cento si sono conclusi i procedimenti prescrittivi per la vicenda delle condotte anomale del 2016, tenute dagli operatori dell’offerta e della domanda nei mercati all’ingrosso dell’elettricità, in particolare nel bilanciamento”. Le aziende coinvolte avranno 30 giorni di tempo per presentare “ulteriori elementi utili alla quantificazione” della multa che sarà stabilita da Terna “entro l’agosto del 2017”.

La denuncia (e la vittoria) del Codacons

Il Salvagente ha seguito la vicenda dall’estate scorsa e vale la pena ripercorrere le tappe principali. Il comportamento “anomalo” adottato dalle aziende nei primi mesi del 2016 aveva portato l’Authority ad autorizzare un aumento dal 1° luglio sulle tariffe elettriche del 4,3%. Nella nota di fine giugno l’Authority denunciava “importi indebiti causati da condotte anomale nei mercati all’ingrosso” che avevano portato agli aumenti sulle bollette elettiche degli utenti della maggior tutela per il trimestre luglio-ottobre. Nonostante questo però i rincari in bolletta sono scattati e il Codacons era ricorsa al Tar della Lombardia contro la decisione dell’Authority. L’esito del Tribunale amministrativo, tra ricorsi dell’Autorità e decisioni di merito, ha dato in ultima istanza ragione all’associazione presieduta da Carlo Rienzi e il 19 ottobre scorso il Garante elettrico (deliberazione 575/2016/R/eel ) ha avviato i procedimenti a carico delle aziende coinvolte.

I nomi delle aziende? A breve

Il resto è storia di oggi: al momento 9 fornitori su oltre 100 sono stati ritenuti “colpevoli” di aver “conseguito un beneficio economico che non ci sarebbe stato se la programmazione avesse rispettato i previsti criteri di diligenza e perizia. Viene quindi ora ordinato di restituire gli importi quantificati come quota indebitamente trattenuta, da riattribuire a beneficio dell’utenza finale”. Aziende che ora avranno 30 giorni di tempo per fornire maggiori dettagli per quantificare la multa che poi verrà “rigirata” sui consumatori attraverso rimborsi in bolletta. E i nomi delle aziende sanzionate? “La pubblicazione – risponde in una nota l’Aeegsi – dei nominativi delle società per la rilevanza degli elementi trattati e a salvaguardia degli stessi procedimenti, viene differita all’avvio dei relativi provvedimenti sanzionatori e comunque non oltre la chiusura di tutti i procedimenti”. Aspettiamo fiduciosi.