Equitalia per la rottamazione c’è tempo fino al 31 marzo

File agli sportelli Equitalia in questi giorni per “prenotare” la rottamazione delle cartelle. C’è tempo fino al 31 marzo per aderire alla “sanatoria” delle cartelle Equitalia (tasse e multe comprese) e per farlo occorre presentare la domanda scaricando il l’appostivo modulo (clicca qui) o ritirarlo presso uno sportello della società di riscossione.  Ecco come aderire alla “definizione agevolata” prevista dal decreto fiscale 193/2016 attraverso la quale sulle tasse non si verseranno sanzioni e interessi di mora e sulle multe verranno “scontate” le maggiorazioni e gli interessi di mora.

Sono oltre 20 milioni gli italiani che hanno pendenze con Equitalia e circa il 53% ha un debito inferiore ai mille euro. Per tutti questi contribuenti c’è tempo fino al 31 marzo per aderire alla “sanatoria delle cartelle” previsto dal de- creto fiscale (pubblicato in Gazzetta ufficiale il 24 ottobre scorso) collegato alla legge di Stabilità: in soldoni: non si pagheranno interessi e sanzioni, ma verrà corrisposta la somma “pen- dente”, l’aggio per la riscossione e le spese di notifica. In alcuni casi si tratta di uno “sconto” consistente, pari anche al 30-40% del dovuto. Precisando che il decreto è in Parlamento per la conversione e potrebbe essere modificato, vediamo come funziona, quali sono i contri- buenti che ne possono usufruire e che diffe- renze ci sono tra multe e tasse da “rottamare”.

COME SI “GONFIA” IL CONTO

L’Irpef non dichiarata, la Tariffa rifiuti “cestinata”, una multa non pagata, i contributi della colf non versati… Quando scadono i tempi di pagamento le nostre pendenze con gli enti creditori (lo Stato ovvero l’Agenzia delle Entrate, il Comune, l’Inps) diventano cartelle esattoriali: le somme vengono iscritte alla “riscossione da ruolo” e gli importi lievitano. Nel caso delle imposte e dei contributi previdenziali si sommano le sanzioni per il mancato versamento (30% del dovuto per l’Irpef) e gli interessi di ritardata iscrizione al ruolo, mentre per le multe si “aggiungono” le maggiorazioni previste dalla legge 689/1981. Trascorsi i giorni utili per pagare la cartella ad Equitalia (o per chiedere la rateizzazione) scattano anche gli interessi di mora (4,13% dal 15 maggio scorso).

Aderendo alla “rottamazione” nel caso delle imposte si pagherà la cifra contestata (compresi gli interessi di ritardata iscrizione al ruolo), l’aggio e le spese di notifica ad Equitalia: vengono così “scontati” la sanzione e gli interessi di mora. E per le multe? L’importo viene “depurato” delle maggiorazioni e si paga l’importo contestato dai vigili (pari al doppio del minimo edittale che è la cifra che si paga entro i 60 giorni dalla notifica) al quale si aggiungo- no aggio e spese di notifica.

DAL 2000 AL 2016

Le cartelle che possono essere “rottamate” sono quelle richieste da Equitalia dal 2000 al 31 dicembre 2016. Non potranno beneficiare della sanatoria il recupero di aiuti di Stato alle imprese; i debiti legati alle sentenze della Corte dei Conti; le sanzioni legate alle condanne penali. Rientrano nella rottamazione, dopo l’approvazione di un emendamento ad hoc, le imposte locali (Imu, Tasi, Tari, ecc..) e le multe elevate in quei comuni che si sono “staccati” da Equitalia e hanno affidato la riscossione a una diversa società. Parliamo di circa la metà dei comuni italiani che comprende grandi cit- tà come Milano, Torino, Bologna, Firenze e Verona. Salvo indicazioni diverse, quindi, le cartelle richieste da queste società dovrebbero essere pagate con lo sconto.

IL MODULO PER LA RICHIESTA

Per aderire alla sanatoria c’è tempo fino al 31 marzo 2017. Chi vorrà usufruire del beneficio dovrà presentare ad Equitalia l’appo- sito modulo di richiesta (si scarica anche dal sito gruppoequitalia.it). Una volta ricevuta la domanda gli uffici di Equitalia dovranno rispondere entro 180 giorni al contribuente e accordare o meno la richiesta.

Possono aderire anche i contribuenti che hanno in corso una rateazione con la società di riscossione a patto che nel periodo compreso tra il primo ottobre e il 31 dicembre 2016 ri- sultino in ordine con i pagamenti o abbiano regolarizzato la loro posizione. Naturalmente aderendo alla rottamazione questi contribuenti “rinunciano” alla rateazione in corso (ma potranno aprirne un’altra): attenzione, qualora non rispetteranno i pagamenti previ- sti dalla sanatoria dovranno far fronte a un versamento complessivo.

Una volta che Equitalia accorda al contribuente la “rottamazione” della cartella, si potrà pagare in un’unica soluzione oppure al massimo in cinque rate a patto che l’ultima sia versata al massimo entro settembre 2018. Se il versamento anche di una sola rata viene saltato o arriva in ritardo si decade dal beneficio e si dovrà pagare l’intera somma, sanzioni e interessi di mora inclusi.

E DOPO CHE SUCCEDE?

Il decreto fiscale, che all’articolo 6 stabilisce le modalità della “rottamazione” delle cartel- le, disciplina anche la “fine” di Equitalia: la “vecchia” società partecipata da Agenzia delle Entrate e Inps lascia il posto a un nuovo soggetto, “Agenzia delle Entrate – Riscossione”, che non sarà più autonomo come ora ma sarà posto sotto la direzione del ministero dell’Economia. E dopo il 31 marzo, data ultima per aderire alla sanatoria, che ne sarà delle sanzioni e degli interessi di mora? Il decreto non precisa nulla ma tutto lascia pensare, come sostengono anche gli esperti fiscali, che la riscossione attraverso l’iscrizione a ruolo (di esclusivo appannaggio dell’attuale Equitalia) riprenda la sua attività “tradizionale”. Sanzioni e interessi di mora inclusi. Per cui chi vuol beneficiare dello sconto si affretti.