Omnibus alimenti e mangimi: la proposta Ue che rischia di indebolire le regole sui pesticidi

OMNIBUS ALIMENTI E MANGIMI

Tra semplificazione e deregolamentazione, la nuova normativa minaccia di azzerare anni di progressi nella protezione della salute e dell’ambiente. La petizione per far sentire la nostra voce

Nel dicembre 2025 La Commissione Europea ha presentato il “Food and Feed Safety Simplification Omnibus”, un pacchetto di misure annunciato ufficialmente come un intervento di semplificazione normativa per il settore agroalimentare. A pochi mesi di distanza, mentre la proposta viene discussa con gli Stati membri e il Parlamento europeo, emergono i contorni di quella che ambientalisti, medici e organizzazioni agricole agroecologiche definiscono una pericolosa operazione di deregolamentazione. Il rischio concreto, secondo oltre 40 associazioni europee, è che il provvedimento smantelli le tutele alla base del sistema di autorizzazione e controllo dei pesticidi, mettendo a repentaglio la salute dei cittadini, la biodiversità e le risorse idriche.

Cosa prevede la normativa attuale

L’attuale quadro normativo europeo sui pesticidi, in vigore dal 2011, si fonda sul principio di precauzione. Per essere immesse sul mercato, le sostanze attive devono superare una valutazione scientifica, indipendente e obiettiva. Una volta approvate, vengono soggette a revisioni periodiche (ogni 10-15 anni) alla luce delle più recenti evidenze scientifiche. Un sistema che, secondo le stesse stime delle Ong, ha permesso di identificare e vietare 54 sostanze attive pericolose dal 2011, tra cui i neurotossici clorpirifos, i neonicotinoidi killer delle api e il recente Flufenacet (sostanza PFAS e interferente endocrino), vietato nel marzo 2025.

Questa architettura di controlli esiste per una ragione semplice: i pesticidi sono progettati per uccidere organismi viventi. Se da un lato mirano a combattere i parassiti, dall’altro possono avere gravi effetti collaterali su api, fauna selvatica, vita del suolo, falde acquifere e salute umana.

Il Cavallo di Troia della deregolamentazione

La proposta Omnibus, secondo l’analisi di Pesticide Action Network (PAN) Europe e delle associazioni ambientaliste italiane, inverte completamente questa logica. Lontano dall’essere una semplice semplificazione burocratica per facilitare le autorizzazioni per i nuovi biopesticidi (alternative di origine naturale ai principi attivi chimici di sintesi), il provvedimento contiene sei criticità principali che rischiano di indebolire irreversibilmente le regole che garantiscono la sicurezza per la salute umana e ambientale europea.

  1. Approvazioni illimitate e stop alle revisioni

Se approvato il provvedimento Omnibus renderebbe illimitata nel tempo l’approvazione dei pesticidi. Le sostanze attive con approvazione illimitata non sarebbero più soggette a valutazioni periodiche del rischio. Secondo le stime, 49 pesticidi sintetici potrebbero ricevere automaticamente l’approvazione illimitata a partire dal 1° gennaio 2027, inclusi il glifosato, l’acetamiprid (neurotossico per feti e bambini) e diverse sostanze PFAS. Viene così ribaltato l’onere della prova: non sarà più l’industria a dover dimostrare periodicamente la sicurezza dei propri prodotti, ma le Agenzie di controllo degli Stati membri (con risorse pubbliche) a dover identificare eventuali pericoli, con il rischio che effetti nocivi rimangano non rilevati per decenni.

sponsor
  1. Scienza “congelata” e veti agli Stati membri

Per i prodotti fitosanitari contenenti sostanze ad approvazione illimitata, le autorizzazioni nazionali potrebbero durare fino a 15 anni. Tuttavia, gli Stati Membri sarebbero obbligati a basarsi solo sull’ultima valutazione comunitaria della sostanza attiva, anche se risalente a decenni prima. Questo impedirebbe l’uso delle più recenti ricerche scientifiche e delle evidenze peer-reviewed, contraddicendo di fatto le recenti sentenze della Corte di Giustizia Europea che impongono alle autorità di considerare i dati scientifici più aggiornati.

  1. Più tempo per i pesticidi vietati

Quando un pesticida viene bandito per rischi alla salute o all’ambiente, la proposta prevede periodi più lunghi per la sua eliminazione. I prodotti potrebbero rimanere sul mercato fino a 18 mesi dopo il divieto, con la possibilità di estendere la deroga fino a tre anni se uno Stato membro ritiene che non esistano alternative. Un meccanismo che normalizza l’esposizione prolungata a sostanze già dimostrate pericolose.

  1. Deroghe facili per sostanze tossiche

Viene ampliato il ricorso alle deroghe che consentono l’utilizzo di pesticidi che non rispettano i criteri di sicurezza di base. Mentre oggi le deroghe sono limitate a gravi emergenze fitosanitarie, con la nuova norma basterebbe una generica esigenza di “produzione agricola” per giustificare l’uso di interferenti endocrini, cancerogeni o sostanze tossiche per la riproduzione.

  1. Biopesticidi: un concetto ambiguo

Sebbene l’accelerazione per i biopesticidi sia auspicabile per la riduzione dei rischi, la proposta introduce una definizione labile che rischia di diventare un cavallo di Troia. Sostanze prodotte sinteticamente potrebbero essere qualificate come “naturali” se ritenute “funzionalmente identiche” a quelle di origine naturale, eludendo così le restrizioni previste per i pesticidi chimici di sintesi. L’origine naturale dei pesticidi non esclude inoltre del tutto i rischi per la biodiversità e la salute umana.

  1. Deroghe per i droni

Il testo facilita l’uso di droni per la diffusione dei pesticidi senza la necessità di deroghe individuali. Questa modalità d’irrorazione aerea accresce il rischio di deriva, contaminazione ambientale ed esposizione delle comunità vicine ai campi coltivati.

La mobilitazione

Di fronte a questa prospettiva, il fronte del “no” si sta mobilitando. In Italia, 11 associazioni nazionali, tra cui il WWF Italia, hanno inviato una lettera ai ministri dell’Agricoltura, dell’Ambiente e della Salute per chiedere di opporsi alla proposta in sede europea.

A livello continentale, la coalizione “Per la Salute, le Api e gli Agricoltori”, che riunisce oltre 40 organizzazioni ambientaliste, agricole e della società civile, ha lanciato una campagna di mobilitazione. L’obiettivo è raccogliere firme nei 27 Stati membri per fermare un provvedimento che “non semplifica, ma deregolamenta”.

I cittadini possono esprimere la propria opposizione alla proposta Omnibus firmando la petizione online promossa dalla coalizione “Per la Salute, le Api e gli Agricoltori”. La piattaforma permette di inviare un messaggio diretto ai decisori politici.

L’appello è chiaro: far sentire una voce forte per chiedere norme più rigorose sui pesticidi, non più deboli, che metterebbero a rischio la salute pubblica, la biodiversità e il futuro dell’agricoltura europea.