
Eurospin scrive ai suoi fornitori invitandoli a rinunciare al 3% dei margini di guadagno a causa dell’aumento del carburante. Ciconte (Terra!): “Pratiche del genere sono illegittime”
Eurospin scrive ai suoi fornitori invitandoli a rinunciare al 3% dei margini di guadagno a causa dell’aumento del carburante. Come riporta il portale Alimentando.info, lo scorso 20 marzo, la catena italiana ha inviato una lettera a tutti i fornitori con oggetto “Impatto del conflitto Usa-Iran sui costi di trasporto”.
Il riferimento è agli aumenti di tariffe e costi di trasporto legati ai carburanti, che incidono sui costi di logistica. Per non intervenire sui prezzi di vendita ai consumatori, Eurospin chiede dunque ai fornitori un “concreto intervento di revisione delle condizioni economiche”, finalizzato a contenere l’erosione della marginalità e a sostenere l’obiettivo condiviso di stabilizzare le performance di vendita, già messe sotto pressione dall’andamento non brillante del primo trimestre 2026. Andando al succo del discorso, Eurospin scrive: “Considerato che la componente gasolio incide mediamente per circa il 30% sul costo totale del trasporto e che nell’ultimo mese il prezzo del gasolio ha registrato un incremento superiore all’8%, chiediamo pertanto un contributo economico pari ad almeno il 3% sui costi applicati”. La misura viene definita temporanea e legata al quadro emergenziale, con l’auspicio di revocarla quando i mercati torneranno stabili. La data di decorrenza del nuovo listino è stata fissata a lunedì 23 marzo.
Il nodo delle pratiche sleali
La domanda che si solleva è se una comunicazione del genere rientra tra quelle definite sleali dal D.Lgs 198/21, che vieta modifiche unilaterali retroattive o imposte senza accordo su elementi essenziali come prezzo e condizioni di fornitura.
Filiera Italia: Pronti a denunciare
Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, commenta così su Alimentando: “Qualora venissero confermati i nostri sospetti di violazione delle pratiche commerciali vigenti, provvederemo a denunciare questa catena distributiva, come chiunque altro ne seguirà l’esempio”.
Ciconte: “Evidente l’arroganza delle Gdo”
Fabio Ciconte, direttore di Terra!, l’associazione che più si è battuta contro le pratiche scorrette della Gdo nei confronti dei produttori, commenta così: “Il fatto che un gigante di discount chieda un contributo economico alla parte produttiva dimostra ancora una volta lo strapotere e l’arroganza della Gdo nei confronti del sistema produttivo agroalimentare”. Se quanto emerso fosse confermato, aggiunge, si tratterebbe di una situazione di estrema gravità, anche perché gli aumenti dei costi energetici riguardano tutta la filiera: “Anche il gasolio agricolo aumenta, anche il costo dei fertilizzanti aumenta”.
Ciconte conclude: “Questa cosa i supermercati non possono farla, non possono richiederla, ci sono tutti gli estremi perché questa venga considerata una pratica sleale”, richiamando anche l’indagine avviata dall’Antitrust per capire perché, a fronte di un aumento dei prezzi al consumo del 25%, i margini non si riflettano sui redditi degli agricoltori.
Antitrust indaga sul ruolo della Gdo nell’aumento dei prezzi al supermercato









