Francia, Nestlé Waters a processo per discariche abusive di bottiglie

bottiglie nestlé

In Francia, un’azienda controllata da Nestlé Waters, la divisione idrica del colosso svizzero, è accusata di aver abbandonato ex discariche abusive, legate agli impianti di imbottigliamento di Vittel e Contrexéville

In Francia, un’azienda controllata da Nestlé Waters, la divisione idrica del colosso svizzero, è accusata di aver abbandonato ex discariche abusive, legate agli impianti di imbottigliamento di Vittel e Contrexéville, di cui è proprietaria dal 1992.

Il magazine francese Que Choisir, riassume così la vicenda: Nei Vosgi, vicino agli stabilimenti di imbottigliamento di Vittel e Contrexéville, dove vengono prodotti i marchi Vittel, Contrex e Hépar, tra gli anni ’60 e ’70 sono stati illegalmente smaltiti in quattro discariche oltre 360.000 m³ di rifiuti di plastica, principalmente bottiglie. Sebbene queste discariche abusive fossero già presenti prima che Nestlé Waters Supply Est acquistasse l’intera Vittel Water Company nel 1992, l’azienda è accusata di averle abbandonate da quando è diventata proprietaria del terreno contaminato. Questo è il punto centrale del processo che si apre lunedì e che dovrebbe durare tutta la settimana presso il tribunale di Nancy. Il contesto del caso è l’inquinamento da microplastiche generato da queste quattro discariche abusive.

Lo scandalo parallelo sull’acqua minerale

Nestlé Waters France è già coinvolta in uno scandalo di frode legato all’acqua minerale, rivelato all’inizio del 2024. Per anni, le filiali di Nestlé Waters, che commercializzavano acque in bottiglia come Vittel, Contrex, Hépar e Perrier, hanno utilizzato trattamenti di disinfezione vietati nel tentativo, senza alcuna garanzia, di arginare il costante inquinamento e la contaminazione batterica dell’acqua prelevata dai pozzi prima dell’imbottigliamento.

Il processo e i numeri delle discariche

Il processo a Nestlé Supply Est è partito il 23 marzo presso il tribunale di Nancy. Come riporta Que Choisir, alla fine di maggio 2021, interrogata da France 3 Lorraine, Nestlé Waters ha riconosciuto l’esistenza di nove siti utilizzati come discariche abusive, cinque dei quali sono stati successivamente bonificati. Ne rimangono quattro, contenenti complessivamente oltre 360mila m³ di rifiuti di plastica. Una quantità sufficiente a riempire 140 piscine olimpioniche, secondo France Nature Environnement, una federazione di associazioni ambientaliste che si unirà al caso come parte civile, insieme a UFC-Que Choisir e alla sua sezione locale. Le discariche abusive iniziarono alla fine degli anni ’60, quando la Vittel Water Company, di cui Nestlé Waters Supply East deteneva allora solo una quota di minoranza (30%), iniziò a sostituire le bottiglie di vetro con quelle di plastica.

La difesa di Nestlé

A sua difesa, Nestlé Waters Supply East sottolinea di essere stata solo azionista di minoranza della Vittel Water Company quando queste discariche erano operative. Solo nel 1992 ha acquisito l’intera Vittel Water Company, diventando così proprietaria dei terreni utilizzati per i siti di smaltimento. Inoltre, sostiene di essere venuta a conoscenza di queste discariche molto tardi, nel 2014.

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Le contestazioni delle associazioni

Anne Roques, avvocata di France Nature Environnement, contesta questa argomentazione: “In questo caso, Nestlé Waters non è perseguita per aver abbandonato rifiuti negli anni ’70”, sottolinea, “ma piuttosto per la gestione di queste discariche abusive da quando è diventata proprietaria a pieno titolo dei terreni su cui si trovano. E anche se Nestlé Waters afferma di aver scoperto l’esistenza di queste discariche solo nel 2014, le ha gestite da allora in modo tale da non causare inquinamento ambientale, come richiesto dalla legge?”

L’allarme microplastiche

Questo tema sarà centrale nel processo. Queste discariche destano preoccupazione per la significativa diffusione di microplastiche nell’ambiente a seguito della degradazione delle bottiglie. Le analisi di campioni di acque sotterranee prelevati in prossimità dei siti, condotte nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria, hanno rivelato concentrazioni estremamente elevate di particelle di microplastica. “Ad esempio, un campione prelevato presso la discarica di They-sous-Montfort conteneva 472,5 milioni di particelle per metro cubo. Si tratta, a titolo di confronto, di una concentrazione da 100.000 a 30 milioni di volte superiore a quella riscontrata nella Senna” scrive Que Choisir. Nestlé Waters Supply East contesta la validità di queste analisi, secondo quanto riferito da una fonte vicina al caso.