
Un test svizzero trova pesticidi in tutti gli avocado importati dal Sud America e cadmio in alcuni campioni. Un risultato che ricorda il test del Salvagente sui frutti tropicali con pesticidi vietati nell’Ue. Ecco cosa avevamo trovato
Meglio guardare con attenzione alla provenienza degli avocado che finiscono nel carrello e che oramai sono presenti in tutti i supermercati. Un recente test condotto in Svizzera dalla rivista Ma Santé ha rilevato la presenza di pesticidi in tutti gli avocado importati dal Sud America analizzati.
Il laboratorio ha cercato tracce di 765 sostanze chimiche e ha individuato in tutti i campioni il thiabendazolo, un fungicida utilizzato per evitare lo sviluppo di muffe durante il trasporto dei frutti verso l’Europa. In alcuni casi le analisi hanno rilevato anche quantità preoccupanti di cadmio, soprattutto in avocado provenienti da Colombia e Repubblica Dominicana.
Non tutti i risultati sono però negativi: nel test svizzero alcuni prodotti – in particolare avocado provenienti dal Marocco e dalla Spagna – sono risultati senza residui di pesticidi e con livelli molto bassi di cadmio. E non si tratta, come sarebbe lecito attendersi, solo di frutti bio. Nel test a uscire completamente puliti ci sono i biologici (quello di Lidl proveniente dal Marocco e i Naturaplant spagnoli in vendita alla Coop svizzera) ma anche un convenzionale (Migros, sempre dal Marocco).
Il precedente del Salvagente: pesticidi vietati nei frutti tropicali
Il quadro emerso dalle analisi svizzere ricorda molto da vicino quanto avevamo già scoperto con il test pubblicato dal Salvagente nel febbraio 2024, dedicato a 20 frutti tropicali venduti in Italia: 8 ananas, 6 avocado e 6 mango.
Le analisi avevano evidenziato un fenomeno ormai noto agli esperti: il “boomerang dei pesticidi vietati”. Si tratta di sostanze bandite nell’Unione europea perché considerate pericolose, ma ancora esportate verso Paesi terzi dove vengono utilizzate nelle coltivazioni. Da lì rientrano poi nel mercato europeo attraverso la frutta importata.
Nel test del Salvagente sono state individuate cinque molecole vietate in Europa:
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Diazinon, insetticida classificato come cancerogeno
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Imidacloprid, neonicotinoide noto per gli effetti devastanti sulle api
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Alfa-cipermetrina, insetticida neurotossico
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Diuron, erbicida considerato potenzialmente cancerogeno
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Prochloraz, fungicida riconosciuto come interferente endocrino e possibile cancerogeno
Queste sostanze sono state rilevate in diversi campioni di frutta tropicale proveniente soprattutto dal Sud America, a conferma delle differenze tra gli standard agricoli europei e quelli dei principali Paesi esportatori.
I risultati sugli avocado analizzati dal Salvagente
Nel nostro test sono stati analizzati sei avocado venduti nei supermercati italiani, tutti di origine extraeuropea. In alcuni campioni sono state trovate tracce di pesticidi vietati nell’Unione europea o cocktail di più residui.

Il dato più significativo non era tanto il superamento dei limiti di legge – che non sempre si verificava – quanto la presenza di molecole vietate nell’Unione europea, spesso utilizzate nei Paesi produttori e tollerate come residui nelle importazioni.
Un paradosso normativo che continua a suscitare polemiche: gli agricoltori europei non possono usare questi pesticidi, ma i prodotti coltivati con le stesse sostanze possono comunque arrivare sul mercato comunitario.
Il nodo delle importazioni
La questione riguarda gran parte della frutta tropicale. Secondo diversi rapporti europei, l’Unione consente tolleranze di residui su alimenti importati anche per sostanze non più autorizzate nelle coltivazioni europee, creando quello che molte organizzazioni definiscono un doppio standard.
Non a caso negli ultimi mesi alcuni Paesi stanno iniziando a muoversi: la Francia, ad esempio, ha deciso di sospendere l’importazione di diversi prodotti tropicali trattati con pesticidi vietati nell’Ue, tra cui mango e avocado.
L’alternativa: gli avocado coltivati in Italia
Intanto cresce anche una filiera alternativa più vicina ai consumatori. Negli ultimi anni l’avocado viene coltivato sempre più anche in Italia, soprattutto in Sicilia, dove il clima mite e il cambiamento climatico stanno favorendo la diffusione di specie tropicali.
Secondo il professor Vittorio Farina, docente di frutticoltura tropicale all’Università di Palermo, la coltivazione di mango e avocado nell’isola è aumentata negli ultimi vent’anni proprio per rispondere alla crescente domanda dei consumatori.
Alcune aziende agricole hanno scelto di puntare su produzioni biologiche o comunque senza ricorrere alla chimica di sintesi, sfruttando tecniche agronomiche e la biodiversità per contenere i parassiti.
La produzione è ancora limitata rispetto agli enormi volumi importati da America Latina e Africa, ma rappresenta una possibile alternativa: meno chilometri percorsi e minore necessità di trattamenti post-raccolta per la conservazione.






