
L’inchiesta del New York Times: dietro la decisione di Trump di dichiarare il glifosato strategico per la sicurezza alimentare, un motivo militare: la produzione del Roundup è legata al fosforo bianco, componente chiave di alcune munizioni dell’esercito americano
Quando, poche settimane fa, il presidente Donald Trump ha dichiarato il glifosato una sostanza strategica per la sicurezza alimentare degli Stati Uniti, la decisione aveva sollevato molte polemiche. Il provvedimento – rivelato anche dal Salvagente – obbliga di fatto a garantirne la produzione, rafforzando la posizione della Bayer, il colosso chimico che produce il diserbante Roundup.
La motivazione ufficiale dell’amministrazione americana era legata alla necessità di proteggere la produttività agricola e la filiera alimentare, in un momento di forte pressione sui sistemi agricoli globali. Ma un’inchiesta pubblicata dal New York Times suggerisce che dietro quella decisione potrebbe esserci un’altra ragione, molto meno evidente: l’interesse militare.
Il legame tra Roundup e il fosforo bianco
Secondo il quotidiano statunitense, la Bayer non è soltanto il produttore del più famoso diserbante al mondo. Attraverso gli impianti ereditati dall’acquisizione di Monsanto, l’azienda gestisce anche l’unico stabilimento negli Stati Uniti che produce fosforo bianco, una sostanza chimica altamente reattiva.
Il fosforo bianco è utilizzato dall’industria chimica, tra l’altro, per la produzione del glifosato. Ma è anche un componente fondamentale di alcune munizioni militari, impiegate per creare cortine fumogene, illuminare il campo di battaglia o come dispositivi incendiari.
Si tratta di un materiale estremamente controverso: si accende spontaneamente a contatto con l’ossigeno e può raggiungere temperature tali da bruciare anche il metallo.
Per questo motivo viene usato anche dall’esercito statunitense. Parte del fosforo bianco prodotto negli stabilimenti Bayer viene infatti fornita – tramite intermediari – alle forze armate americane, che lo impiegano per riempire munizioni in un arsenale militare dell’Arkansas.
Anche Israele, alleato degli Usa nella guerra all’Iran, ne farebbe uso, almeno secondo la denuncia dell’Ong Human Rights Watch che ha accusato l’esercito di aver utilizzato “illegalmente” fosforo bianco su aree residenziali popolate nel Libano meridionale, dopo la ripresa del conflitto con Hezbollah.
Una questione di sicurezza nazionale
Secondo fonti citate dal New York Times, la disponibilità di fosforo bianco per la difesa avrebbe avuto un peso importante nelle discussioni interne all’amministrazione Trump che hanno portato all’ordine esecutivo sul glifosato.
Nel documento firmato dal presidente il fosforo elementare viene definito cruciale per la “prontezza militare e la difesa nazionale”. Oltre alle applicazioni nelle munizioni, la sostanza è utilizzata anche nella produzione di semiconduttori impiegati nelle tecnologie militari.
Il problema, spiegano gli esperti citati dal giornale americano, è che tutta la produzione statunitense dipende da un solo sito industriale, lo stabilimento Bayer di Soda Springs, in Idaho.
Se la multinazionale tedesca decidesse di ridurre o interrompere la produzione di Roundup – ipotesi evocata negli ultimi anni a causa delle migliaia di cause legali legate ai presunti effetti cancerogeni del glifosato – gli Stati Uniti rischierebbero di perdere anche l’unica fonte domestica di fosforo bianco.
Il contenzioso miliardario sul glifosato
Il Roundup è da anni al centro di un vastissimo contenzioso legale negli Stati Uniti. Migliaia di persone hanno citato in giudizio Bayer sostenendo che l’esposizione al diserbante abbia causato tumori.
L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione mondiale della sanità ha classificato il glifosato come “probabilmente cancerogeno per l’uomo”, una valutazione che ha alimentato il dibattito globale sulla sicurezza della sostanza.
Lo scroso dicembre, poi, l’Unione europea ha finalmente acquisito i risultati di uno dei più grandi studi indipendenti mai condotti sull’erbicida, il Global Glyphosate Study, uno studio internazionale guidato dall’Istituto Ramazzini di Bologna. Le conclusioni della ricerca internazionale sembrano non ammettere dubbi: nei ratti esposte a dosi considerate sicure per l’uomo, il glifosato è in grado di causare altri diversi tipi di cancro maligni anche rari, tra cui tumori al fegato, alle ovaie e al sistema nervoso.
Negli ultimi anni Bayer ha già pagato miliardi di dollari in risarcimenti e accordi extragiudiziali. L’azienda ha anche cercato di ottenere protezioni legali più ampie per limitare nuove cause.
Una coincidenza che fa discutere
Proprio mentre Bayer cercava di chiudere gran parte del contenzioso con una proposta di accordo collettivo da oltre 7 miliardi di dollari, l’amministrazione Trump ha firmato l’ordine esecutivo che tutela la produzione di glifosato e di fosforo.
Per gli osservatori si tratta di una coincidenza che alimenta interrogativi sul reale equilibrio tra interessi agricoli, industriali e militari nella decisione.
Intanto le organizzazioni ambientaliste continuano a criticare la scelta della Casa Bianca, sostenendo che l’attenzione sulle implicazioni strategiche e militari rischia di mettere in secondo piano le questioni sanitarie legate all’uso del diserbante più diffuso al mondo.









