La carne bovina riceve sussidi Ue 580 volte più alti rispetto ai legumi

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Secondo il rapporto della Ong Foodrise dei 51 miliardi di contributi della Pac, ben 39 sono concessi alla filiera delle carni bovina e ovina che hanno un impatto ambientale e sulla salute umana peggiore rispetto alle proteine vegetali

“La Politica agricola comune (Pac) dell’Unione europea fornisce livelli di sostegno ingiusti a diete ricche di carne, considerate dai medici malsane e dai climatologi dannose per l’ambiente”. È quanto si legge in un recente rapporto dell’organizzazione no profit Foodrise che mette in evidenza come nel 2020 la carne bovina e quella ovina abbiano ricevuto sussidi dall’Unione europea 580 volte superiori a quelli destinati ai legumi, per un totale di 39 miliardi di euro contro i 51 miliardi totali della Pac.

Tutto questo risulta in contrasto con la classificazione della carne rossa come probabile cancerogeno per l’uomo (classe 2A) da parte dell’Iarc dell’Oms e con quanto riportato nelle Linee guida per una sana alimentazione del ministero della Salute italiano in cui si raccomanda di consumare i legumi almeno tre volte a settimana e la carne rossa al massimo una volta.

La Pac è il principale meccanismo dell’Unione europea per il sostegno alle aziende agricole. I fondi vengono assegnati a seconda delle dimensioni delle aziende agricole e degli ettari di terreno utilizzati per l’allevamento e l’agricoltura, senza prendere in considerazione il loro impatto ambientale.

I dati a cui si fa riferimento nel rapporto Foodrise provengono da uno studio pubblicato a settembre 2025 dalla Leiden University, la più antica università dei Paesi Bassi, che ha analizzato la distribuzione dei sussidi europei nel 2020 per la produzione degli alimenti. Secondo i ricercatori “gli alimenti di origine animale dominano l’uso del suolo europeo e causano la maggior parte delle emissioni di gas serra legate all’alimentazione”. Si stima, infatti, che gli alimenti di origine animale siano responsabili dell’81-86% delle emissioni totali di gas serra derivanti dalla produzione alimentare dell’Ue e che la quantità di terra coltivata per la produzione di piante destinate all’alimentazione animale e alla produzione dei mangimi rappresenti il 60% dell’occupazione agricola totale, risultando maggiore degli ettari di terreno impiegati per la produzione di vegetali destinati al consumo umano. Gli studiosi ritengono, inoltre, che “la transizione a diete ricche di vegetali libererebbe 28-84 milioni di ettari di terreni agricoli nell’Ue e 12-39 miliardi di euro all’anno di sussidi della Pac” e che “l’attuale regime di sussidi della Pacbasato sulla superficie compromette le diete orientate al clima, alla biodiversità e alla salute che l’Ue stessa promuove”.

Martin Bowman, attivista di Foodrise e autore del rapporto, afferma che “è scandaloso che miliardi di euro di denaro pubblico dell’Ue vengano utilizzati per sostenere un’industria ad alte emissioni in un momento in cui gli scienziati ci dicono che dobbiamo passare, per motivi di salute e ambiente, a diete a basso contenuto di carne”.

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Critico anche l’agronomo Donal Murphy-Boker, secondo cui ”l’industria europea della carne non opera entro limiti sostenibili”, sottolineando la necessità di una “politica agroalimentare comune che integri gli obiettivi ambientali e di salute pubblica”.

A tal proposito, il rapporto di Foodrise fornisce importanti raccomandazioni ai responsabili politici dell’Ue per supportare la transizione verso un’alimentazione basata maggiormente su alimenti di origine vegetale:

  • Sostenere la diversificazione proteica attraverso un aumento dei finanziamenti della Pac e il sostegno agli agricoltori impegnati nella coltivazione di alimenti di origine vegetale destinati al consumo umano;
  • Aumentare i fondi della Pac disponibili per la promozione e la commercializzazione di alimenti integrali di origine vegetale e proteine ​​alternative;
  • Porre fine a qualsiasi utilizzo dei fondi Ue per la promozione e la commercializzazione della carne;
  • Introdurre un Piano d’azione dell’Ue per gli alimenti di origine vegetale al fine di sostenere la loro produzione in ogni fase della filiera.