
Essere Animali presenta il The Pecking Order, il nuovo report che valuta come le grandi catene di ristoranti e fast food di sette paesi affrontano il benessere dei polli allevati nelle loro filiere. L’Italia si posiziona al penultimo posto
Le principali catene di ristoranti e fast food in Italia – Autogrill, Burger King, Ikea, Kfc, Starbucks e Subway – in tema di benessere animale dei polli, la cui carne finisce nei menu dei punti vendita, sono le peggiori di tutta l’Europa occidentale e le penultime, tra le sette nazioni valutate nella classifica, a pari merito con la Polonia e superando di pochi punti soltanto la Romania.
Il triste record emerge emerge dall’ultimo report di The Pecking Order, diffusi oggi da Essere Animali, che ha esaminato le comunicazioni pubbliche delle principali catene di fast food e ristoranti in Europa rispetto alle richieste dello European Chicken Commitment (ECC), una serie di criteri che hanno l’obiettivo di garantire standard più elevati ai polli negli allevamenti tra cui la riduzione delle densità di allevamento, l’utilizzo di razze a più lento accrescimento, la presenza di arricchimenti ambientali e l’uso di metodi di stordimento più rispettosi.
Nell’edizione del 2024 l’Italia aveva già dimostrato risultati ben al di sotto della media europea, posizionandosi addirittura all’ultimo posto della classifica, mentre il miglioramento nel 2025 è stato pari ad appena 2 punti percentuali. Rimane quindi ancora notevole lo scarto rispetto agli altri paesi, innanzitutto la Francia, che riconferma la sua posizione di leader con un punteggio di 42%, seguono Svezia con il 40%, Danimarca con il 37%, Repubblica Ceca con il 23%, Italia e Polonia entrambe al 16%, e Romania all’11%.
E mentre l’Italia arranca, gli altri paesi avanzano molto velocemente. La Francia migliora tre volte più rapidamente dell’Italia, la Repubblica Ceca due volte più velocemente. Significativo inoltre che Danimarca e Svezia, inserite quest’anno per la prima volta nella valutazione, superino immediatamente l’Italia e si posizionino tra i primi posti della classifica.
Quello che emerge dal report italiano, si legge in una nota dell’associazione Essere Animali, è che, nonostante molte aziende continuino a comunicare l’importanza del benessere animale nelle proprie catene di fornitura, ad eccezione di Ikea, nessuna delle aziende analizzate ha un impegno pubblico, né comunica progressi significativi sul benessere dei polli.
Kfc Italia, in particolare, a differenza di quanto accade in Francia, Svezia e Danimarca, non ha ancora preso impegni chiari sul benessere dei polli, rappresentando quindi un’eccezione negativa in Europa occidentale e mancando completamente della coerenza strategica che l’azienda riserva agli altri paesi del gruppo Kfc Western Europe valutati nel report.
Rispetto al 2024, sottolinea Essere Animali, nell’ultima edizione di The Pecking Order Kfc Italia non ha registrato nessun avanzamento di livello, ricevendo ancora una volta una valutazione scarsa. L’azienda ha comunicato dei minimi progressi, ma questi non hanno riguardato aspetti cruciali per il benessere dei polli, come la riduzione delle densità e l’adozione di razze a crescita più lenta. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, al contrario, dal 2022 al 2023 l’azienda ha drasticamente ridotto l’utilizzo delle razze a più lenta crescita (dal 7,21% allo 0,9%) con un conseguente aumento della mortalità in allevamento e dell’uso di antibiotici.
Simone Montuschi, presidente di Essere Animali, commenta: “Ancora una volta i dati che emergono dal report The Pecking Order sono profondamente allarmanti. Le grandi aziende italiane di ristorazione e fast food continuano a fare pochissimo rispetto a quelle di altri paesi come Francia, Svezia o Danimarca. Addirittura Kfc Italia, con un fatturato di 179 milioni di euro e l’obiettivo di superare i 200 punti vendita entro il 2027, è l’unica tra i Paesi europei del gruppo Kfc Western Europe analizzati nel report a non avere un impegno per migliorare le condizioni di allevamento dei polli, fissando in questo modo un vero e proprio doppio standard. Alla luce di questi risultati, diventa sempre più urgente che Kfc Italia si allinei agli standard che l’azienda ha già adottato pubblicamente in molti altri paesi, tra cui Svezia e Francia, affinché anche i consumatori italiani abbiano le stesse garanzie di trasparenza e sostenibilità“.
Come funziona l’indice del The Pecking Order
Dal 2019 ogni anno The Pecking Order valuta i marchi di fast food e ristoranti in base al loro impegno nell’affrontare il tema del benessere dei polli lungo le loro catene di approvvigionamento. The Pecking Order 2025 è un progetto collaborativo di World Animal Protection, Humane Society International, Obraz ed Essere Animali e ha valutato 81 aziende in 7 paesi europei: Danimarca, Francia, Italia, Polonia, Repubblica Ceca, Romania e Svezia.
La valutazione delle aziende è organizzata su due sezioni: 1) Impegni e obiettivi e 2) Comunicazione dei progressi. Facendo la media dei punteggi ottenuti in ciascuna sezione, le aziende ricevono una valutazione complessiva e vengono classificate su sei livelli a seconda della fase di miglioramento in cui si trovano: molto scarso, scarso, miglioramento iniziato, progressi in corso, buoni progressi, in testa al cambiamento.
I criteri di valutazione di The Pecking Order rispecchiano le richieste dello European Chicken Commitment (ECC), che prendono in considerazione le priorità principali in tema di benessere dei polli: densità di allevamento, razze, arricchimenti ambientali, metodi di stordimento e audit di un ente terzo.










