Tfr in fondo pensione, stretta sui tempi: silenzio assenso scende a 60 giorni per i nuovi assunti

TFR ANTICIPO

Si riduce da sei mesi a 60 giorni per i nuovi assunti il tempo per decidere se destinare il proprio Tfr alla previdenza integrativa o se lasciarlo in azienda. Il silenzio assenso scatta così con 4 mesi di anticipo rispetto a quanto previsto a partire dal gennaio 2026. Il vademecum per confrontare le due scelte

Si riduce da sei mesi a 60 giorni per i nuovi assunti il tempo per decidere se destinare il proprio Tfr alla previdenza integrativa o se lasciarlo in azienda. Il silenzio assenso scatta così con 4 mesi di anticipo rispetto a quanto previsto a partire dal gennaio 2026.

Le altre novità

Ma non è l’unica novità chiarita dall’Inps. La legge di Bilancio 2026 cambia le regole sul conferimento del Tfr al Fondo di Tesoreria Inps, introducendo un sistema più graduale e ampliando nel tempo la platea delle aziende coinvolte. La novità riguarda i datori di lavoro privati e supera il precedente criterio che teneva conto solo del numero di dipendenti registrato nel primo anno di attività dell’impresa.

Cos’è il Fondo di Tesoreria Inps

Il Fondo di Tesoreria era stato istituito con la legge 296 del 2006 per garantire l’erogazione del trattamento di fine rapporto ai lavoratori dipendenti del settore privato nei casi previsti dall’articolo 2120 del Codice civile. Con la riforma introdotta dalla manovra 2026, però, cambiano i criteri per stabilire quali aziende sono obbligate a versare il Tfr al Fondo.

Il nuovo criterio: conta la media dei dipendenti

Le nuove disposizioni sono state chiarite dall’Inps con la circolare n. 12 del 5 febbraio 2026, che introduce un sistema progressivo basato sulla media annuale dei dipendenti e non più su una soglia fissa legata alla fase iniziale dell’attività aziendale.

Le soglie dal 2026 al 2032

Nel dettaglio, tra il 2026 e il 2027 saranno obbligate al versamento le aziende che raggiungono una media di almeno 60 dipendenti nell’anno precedente. Dal 2028 al 2031 la soglia tornerà a 50 lavoratori, mentre dal 2032 scenderà ulteriormente a 40 dipendenti. Per stabilire l’obbligo contributivo si considera la media occupazionale dell’anno precedente rispetto al periodo di paga: nel 2026, ad esempio, si terrà conto del numero medio di lavoratori registrato nel 2025.

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Obbligo anche per le aziende in crescita

La riforma prevede inoltre che le aziende che crescono nel tempo possano essere chiamate a versare il Tfr al Fondo anche negli anni successivi alla loro nascita, nel momento in cui raggiungono le soglie dimensionali previste.

Versamenti arretrati e nuove scadenze

L’Inps ha anche fissato una finestra per mettersi in regola con eventuali versamenti arretrati. I datori di lavoro avranno tempo fino al sedicesimo giorno del terzo mese successivo alla pubblicazione della circolare per effettuare i pagamenti dovuti, utilizzando il nuovo codice causale “CF05” introdotto per gestire gli importi pregressi.

Un vademecum utile per fare la scelta giusta

Cosa controllare prima di prendere una decisione impegnativa come quella della destinazione del Trattamento di fine rapporto? Vediamo, in sintesi, i consigli principali.

Quali documenti leggere prima di accedere a un fondo pensione

I documenti importanti da consultare prima di firmare un qualsiasi fondo pensione sono: le Informazioni chiave per l’aderente dove vengono spiegate in modo semplice e sintetico le principali caratteristiche della forma pensionistica, come la modalità di contribuzione, le linee di investimento, i costi, i rendimenti ottenuti negli anni passati; la mia pensione complementare, che fornisce una simulazione al momento del pensionamento, calcolata secondo alcune ipotesi definite dalla Covip; la scheda dei costi, dettagliati per tipologia.

Come chiedere il trasferimento a un fondo pensione

Per chiedere il trasferimento a un altro fondo pensione bisogna compilare il modulo specifico fornito dal nuovo fondo indicando i dati del fondo cedente, e inviarlo a quest’ultimo direttamente o tramite il nuovo fondo, allegando i documenti richiesti, tra cui la copia del documento d’identità. La procedura inizia con l’iscrizione al nuovo fondo e può richiedere fino a 180 giorni per essere completata, con il cedente che versa il capitale al nuovo fondo.

Il datore di lavoro è obbligato a trasferire i fondi entro un tempo massimo?

Per quanto riguarda il pregresso, il datore di lavoro non è obbligato a spostare i fondi. Per quanto riguarda i nuovi versamenti, questi devono essere trasferiti entro i termini previsti dal contratto e dalla normativa: la regola generale è che vengano fatti entro il giorno 16 del mese successivo a quello di svolgimento della prestazione da parte del lavoratore dipendente. Il primo versamento nel nuovo fondo deve essere fatto entro 6 mesi dalla richiesta.

Quanto è la redditività stimata se lascio il Tfr in azienda

La rivalutazione è fissata per legge: 1,5% fisso + il 75% dell’inflazione. Si tratta di una redditività stabile e non legata ai mercati finanziari.

La differenza di fiscalità tra Tfr in azienda e nel fondo pensione

Il Tfr in azienda è soggetto a tassazione separata (circa 23-30%). Nel fondo pensione la prestazione finale è tassata dal 15% fino al 9%, con rendimenti tassati al 20% rispetto al 26% degli altri redditi di capitale.

Posso prendere il Tfr prima della pensione?

Sì, sia per il Tfr in azienda che per il fondo pensione. Nel primo caso, si può chiedere fino al 70% per spese sanitarie legate a malattie o interventi di grave rilevanza per se o per i familiari oppure per acquisto o ristrutturazione di prima casa per sé o per i figli. Per altre esigenze come congedi legati a formazione o di maternità facoltativi, il massimo richiedibile è il 30%. Attenzione perché, posto che il datore di lavoro può accordare anche condizioni migliori, è obbligato a fornire le percentuali di cui sopra solo se ha almeno 25 dipendenti. Per quanto riguarda il fondi pensione, salvo clausole migliorative, le tipologie di esigenze sono le stesse ma qui il limite massimo di anticipo è per tutte il 75%. È possibile richiedere  anche un’anticipazione fino al 30% per altre esigenze personali, senza dover fornire una motivazione specifica. Sia per Tfr in azienda che in un fondo, a parte che per le spese sanitarie,  le richieste sono possibili solo dopo 8 anni dal primo versamento. In tutti i casi, le anticipazioni sono soggette a una tassazione agevolata.

Posso cambiare fondo quando voglio?

Sì, dopo almeno due anni di iscrizione, è possibile trasferire l’intera posizione a un altro fondo senza penalizzazioni.

Posso riportare il Tfr in azienda?

No. Il Tfr già conferito a un fondo pensione non può essere riportato in azienda. Solo il Tfr futuro (derivato da una nuova assunzione) può essere lasciato in azienda se non ancora destinato.

Differenza tra linea garantita, equilibrata e dinamica

Nei fondi pensione è possibile scegliere tra diverse linee di investimento, che si distinguono soprattutto per il livello di rischio e per il potenziale di rendimento. La linea garantita è pensata per chi privilegia la sicurezza: il capitale investito è quasi interamente protetto e le oscillazioni di valore sono molto limitate. I rendimenti, però, tendono a essere più contenuti nel tempo. La linea equilibrata rappresenta una soluzione intermedia. Il patrimonio viene investito in un mix di strumenti obbligazionari e azionari, cercando un compromesso tra stabilità e crescita. Il rischio è moderato e le oscillazioni sono generalmente più gestibili, con rendimenti potenzialmente superiori rispetto alla linea garantita. La linea dinamica, infine, è rivolta a chi ha un orizzonte temporale più lungo (generalmente almeno 20 anni) ed è disposto ad accettare una maggiore variabilità dei risultati. In questa linea la quota investita in azioni è più elevata, il che comporta rischi più alti nel breve periodo, ma anche un potenziale di rendimento più elevato nel lungo periodo.

Cos’è il profilo di rischio

È il grado di tolleranza alle oscillazioni e alle perdite temporanee di valore di un investimento, legato a età, orizzonte temporale, stabilità del reddito e obiettivi personali. I livelli sono sette e si va da quello a rischio più contenuto (1) al quello con rischio massimo (7).

Differenza tra obbligazioni e azioni

Le azioni rappresentano una quota di proprietà di un’azienda (sei socio, con diritti su utili e perdite), mentre le obbligazioni sono un prestito che fai a un’entità (sei un creditore, ricevi interessi e il rimborso del capitale). Le azioni hanno rischio e rendimento potenzialmente più elevati e scadenza indeterminata, mentre le obbligazioni offrono un reddito più stabile, rischio generalmente inferiore e scadenza definita, con priorità di rimborso in caso di fallimento rispetto agli azionisti. Un esempio classico di obbligazioni sono i titoli di stato Btp.