
Dopo il passaggio alla fibra in un punto vendita TIM, un nostro lettore continua a ricevere le fatture Tra PEC senza risposta e lettera di recupero crediti, ecco come contestare e avviare ConciliaWeb
Caro Salvagente,
vorrei segnalare il comportamento scorretto di TIM/Telecom nei miei confronti e, possibilmente, avere un consiglio in merito. Il 26 maggio 2025 mi sono recato presso il negozio TIM di Martignacco (Udine) per la sostituzione del mio contratto FWA stipulato il 13.03.2020 con uno nuovo per la fibra ottica. Stipulato l’atto, il responsabile ha garantito la chiusura del vecchio contratto e la trasmissione, alla sede centrale, di tutta la documentazione prevista. Non mi dilungo sui tempi, le modalità e i costi che ho sostenuto (che avrebbero dovuto essere completamente a carico di Tim) di cui ho comunque la documentazione, per sottolineare l’assurdo comportamento di Tim che ha continuato per due mesi a inviarmi le fatture per il precedente contratto già chiuso. Per quei mesi ho regolarmente pagato le fatture del nuovo contratto. Ho inviato mail e Pec, per contestare il pagamento non dovuto e le spese sostenute, ma non ho mai ricevuto risposta, se non l’ultima in cui si giustifica la richiesta di pagamento con l’art. 19 delle Condizioni generali di abbonamento. Inoltre, mi è stato recapitata dalla Fides (Società di recupero crediti) una lettera in cui si intima il pagamento delle fatture del primo contratto di Tim (ribadisco addebitate già in quello nuovo). È regolare il loro comportamento? Cosa posso fare per far valere le mie ragioni?
Ezio Temporale
Gentile Ezio, abbiamo sottoposto la sua vicenda a Valentina Masciari, responsabile utenze dell’associazione dei consumatori Konsumer Italia e consulente del nostro giornale per queste tematiche. Ecco cosa ci ha risposto.

Allora, presso un punto TIM, il sig. Temporale ha attivato un nuovo contratto in tecnologia fibra. Avendo già un contratto con TIM, in altra tecnologia, questo doveva essere cessato.
La richiesta di cessazione, deve partire sempre dall’intestatario del contratto, e una volta ricevuta la richiesta in questione, il gestore ha 30 giorni di tempo per chiudere il contratto.
Se nel frattempo la nuova linea viene attivata, il cliente potrebbe ricevere sia la fattura della nuova attivazione, che quella della linea precedente ma, ciò potrebbe anche significare che la cessazione della linea vecchia, sia stata eseguita oltre i 30 giorni previsti per legge.
Potrebbe però anche essere che il negozio a cui si è rivolto il sig. Temporale, abbia tardato nella gestione dell’invio della cessazione, da qui l’importanza che la pratica la segua direttamente il cliente, così da avere una visione completa del tutto.
Da quanto posso capire dalla documentazione, TIM richiede il bimestre Giugno/Luglio ma, io non riesco a individuare la data di invio e poi di ricezione della richiesta di cessazione, per poter verificare le tempistiche corrette.
Aggiungo, che è anche vero che TIM molte volte ha ritardi nelle cessazioni dei contratti e di conseguenza, questa potrebbe essere l’ennesima casistica ma, su questo caso concreto, in effetti, non ho i parametri necessari per capire il momento di  invio della richiesta, che poi è la discriminante in questa diatriba.
Sui costi sostenuti, suppongo siano quelli per adeguare l’impianto interno e questi, sono in genere a carico del cliente, nel senso che se si tratta di lavori afferenti la rete interna, allora deve farli l’interessato.
Infatti, i costi di adeguamento della rete, spettano al gestore telefonico fino al punto di terminazione in casa, e i tecnici effettuano il cablaggio utilizzando le canalizzazioni già presenti all’interno dell’immobile  ma, se invece fossero necessari interventi ulteriori all’interno dell’abitazione, quali nuove canaline od opere murarie, allora  i costi sarebbero in capo al proprietario dell’immobile.
Potrebbero essere stati richiesti dei costi di installazione, addebitandoli sulla prima fattura del nuovo contratto ma, questa evenienza sarebbe dovuta essere portata a conoscenza del cliente, prima della sottoscrizione del contratto e comunque doveva essere presente nel contratto stesso.
Insomma, ci sono una serie di incertezze sulla vicenda che stiamo trattando.
Sull’aspetto della consegna dei due modem, in effetti la cosa non è giustificabile: c’è un errore del gestore che ne ha inviati due o un errore del punto vendita che avrà fatto qualcosa sicuramente di non corretto.
Infine, sull’aspetto della comunicazione del recupero crediti, il sig. Temporale, deve rispondere per iscritto, portando a conoscenza di questa società , le varie contestazioni in corso: le società di recupero crediti tendenzialmente non conoscono cosa può esserci dietro quel credito che hanno acquisito…
In conclusione, visti tutti i dubbi presenti su questa vicenda e considerando che il sig. Temporale ha già fatto diverse segnalazioni e contestazioni, potrebbe avviare una conciliazione sulla piattaforma di Concilia Web, in modo da chiarire definitivamente la situazione, e cercare di avere  ragione per le eventuali mancanza del gestore.









