Paroxetina e farmaci antidepressivi per dimagrire? Divieto ufficiale del ministero

I rischi per chi usa farmaci a base di paroxetina o altri principi attivi antidepressivi a scopo dimagrante sono troppo elevati, Per questo dal 17 gennaio è scattato il divieto ufficiale per medici e farmacisti di prescriverli e venderli

Niente più antidepressivi usati per perdere peso. Dal 17 gennaio, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale di un decreto del ministero della Salute, è scattato il divieto per i medici di prescrivere e per i farmacisti di fare preparazioni galeniche a scopo dimagrante contenenti paroxetina e, più in generale, altri principi attivi appartenenti alla classe degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (Ssri). Il provvedimento mette fine a una pratica da tempo sotto osservazione da parte delle autorità sanitarie: l’impiego “off label” di farmaci antidepressivi in miscele magistrali destinate alla perdita di peso.

Un rapporto beneficio/rischio sfavorevole

Alla base della decisione c’è il parere della commissione scientifica ed economica del farmaco dell’Aifa, che ha valutato le evidenze disponibili, le linee guida nazionali e internazionali e la letteratura scientifica esistente. Il giudizio è netto: per l’uso dimagrante nelle preparazioni magistrali, il rapporto beneficio/rischio degli Ssri – e in particolare della paroxetina – è sfavorevole. Da un lato, sottolinea la Commissione, non esiste un dimostrato effetto dimagrante. Dall’altro, l’impiego di questi principi attivi in galenici “personalizzati” espone a potenziali rischi di interazione farmacologica, soprattutto quando le sostanze vengono associate ad altri componenti presenti nelle preparazioni dimagranti, spesso già di per sé problematiche.

Non è la prima volta che succede: già in passato il ministero della Salute aveva adottato provvedimenti restrittivi analoghi per altre sostanze che agiscono sul sistema serotoninergico. Proprio per questo, la Cse dell’Aifa aveva raccomandato di estendere i divieti anche alle preparazioni magistrali dimagranti contenenti paroxetina e altri Ssri. “Resta comunque ferma – precisa l’Aifa – la possibilità di utilizzare preparazioni magistrali contenenti paroxetina o Ssri per le indicazioni terapeutiche autorizzate, qualora necessario e nel rispetto delle evidenze scientifiche e delle norme di buona pratica clinica, tenendo conto delle formulazioni già disponibili in commercio”. Il no riguarda esclusivamente l’uso dimagrante.

A rafforzare la linea restrittiva è arrivato anche il parere del Consiglio superiore di sanità che, nella seduta dell’11 novembre 2025, ha espresso un giudizio non favorevole sull’impiego della paroxetina nelle preparazioni galeniche a scopo dimagrante, raccomandando l’estensione dei divieti già vigenti per altri Ssri all’intera classe. Il Consiglio ha inoltre chiesto il mantenimento e il potenziamento del monitoraggio da parte dell’Istituto superiore di sanità sulle prescrizioni e sulla farmacovigilanza dei galenici dimagranti, con una specifica comunicazione rivolta a medici e farmacisti sulle principali interazioni e sui rischi legati alla poli-associazione.

Una pratica da tempo sotto accusa

Il decreto riaccende i riflettori su un fenomeno che Il Salvagente segue da anni: quello delle preparazioni “dimagranti” galeniche, spesso presentate come soluzioni su misura e quindi percepite come più sicure, ma in realtà caratterizzate da associazioni di sostanze non sempre supportate da prove di efficacia e sicurezza. L’uso di antidepressivi per perdere peso è uno degli esempi più controversi di questa deriva ma ce ne sono tanti altri. Nel numero di febbraio del 2017 del Salvagente abbiamo riportato la “Black List” delle sostanze psicoattive utilizzate nelle preparazioni galeniche a scopo dimagrante, messe al bando dal ministero perché pericolose. Tra queste figurano antidepressivi come la fluoxetina (il principio attivo del Prozac) e il bupropione, oltre ad altri psicotropi come il triac e il clorazepato.

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