
Cresce l’incertezza sulle tratte aeree in seguito alla scarsità di carburante e all’aumento dei prezzi: in molti si chiedono se sia rischioso prenotare un volo per l’estate che potrebbe essere cancellato. E l’Antitrust risponde: “Su questo non abbiamo competenze”
Cresce l’incertezza sulle tratte aeree in seguito alla scarsità di carburante e all’aumento dei prezzi: in molti si chiedono se sia rischioso prenotare un volo per l’estate che potrebbe essere cancellato. Intanto continuano ad arrivare segnali allarmanti dovuti all’incertezza che ruota attorno al passaggio delle petroliere dallo stretto di Hormuz, sotto controllo dell’Iran e interessato dalla guerra con gli Usa.
Tagli alle rotte e prezzi in aumento
Alcuni vettori, come Ryanair e Lufthansa, hanno già annunciato il possibile taglio di alcune tratte dovuto al caro carburanti. La compagnia irlandese ne ha già chiarite decine in Belgio, Spagna, Portogallo e Germania, anche se ha spiegato che si tratta di una decisione legata alla scarsa redditività di alcune tratte in generale. Per quanto riguarda le scorte di carburante, Ryanair con un comunicato ha avvertito di poter “garantire gli approvvigionamenti fino a metà/fine maggio”, non potendo “escludere rischi per le forniture di carburante in alcuni aeroporti europei”. E sui prezzi, il vettore ha spiegato che i costi del carburante sono raddoppiati nel solo mese di marzo, e che questo aumento si rifletterà sui biglietti già da primavera.
Scorte in calo negli aeroporti
In generale, le scorte di cherosene negli aeroporti europei cominciano a scarseggiare. In Italia al momento sarebbero sufficienti fino a fine maggio e, se la situazione nello stretto di Hormuz non migliorasse, si andrebbe incontro a un’estate difficile. Di certo, problemi di approvvigionamento si sono già manifestati negli aeroporti di Linate, Bologna, Treviso e Venezia.
Chi tutela i passeggeri
Intanto, le compagnie hanno già iniziato a cancellare i voli, come abbiamo raccontato con le segnalazioni riguardanti Volotea. Dopo aver parlato con Enac, che ha spiegato di poter intervenire solo in casi molto limitati, il Salvagente ha chiesto all’Antitrust di esprimersi a riguardo.
Dall’Autorità, ci fanno sapere che l’Agcm interviene limitatamente a casi di pubblicità ingannevole e pratiche commerciali scorrette. In relazione alle cancellazioni legate genericamente alla guerra in Medio Oriente o al caro carburanti, secondo l’Antitrust, diritti e doveri di passeggeri e compagnie aeree sono disciplinati da norme europee e non rientrano nell’ambito delle sue competenze. Veniamo quindi rimandati all’Enac, organismo responsabile in Italia della corretta applicazione dei regolamenti sui diritti dei passeggeri. Ma, appunto, l’Enac dice che con il mercato libero, che permette di cancellare voli rimborsando e modificare i prezzi, può fare poco.
Rimborso garantito, compensazione no
“La guerra – spiega Massimiliano Dona, presidente di Unione nazionale consumatori – rientrerebbe in quelle ‘cause eccezionali’ che escludono la compensazione pecuniaria ai clienti in caso di cancellazione del volo, anche se la questione è dibattuta (come raccontato dal Salvagente, Volotea ha cancellato anche voli interamente sul territorio italiano, con riferimento alla situazione in Medio Oriente, ndr. Attenzione, però, questo non significa che non siamo tutelati. La normativa europea garantisce sempre il rimborso del biglietto in caso di cancellazione da parte della compagnia. Tutti i voli in partenza da un aeroporto dell’Unione Europea sono protetti, così come i voli di compagnie comunitarie che atterrano in Europa”.
“Il mio volo la prossima settimana fa scalo a Dubai. Se rinuncio mi rimborsano?”









