
L’autorità Health Canada avverte: gli integratori di vitamina B6 da 10 mg giornalieri possono causare neuropatia periferica. In passato, dosi elevate sono state associate al cancro nei fumatori. È preferibile assumerla naturalmente attraverso un’alimentazione sana
Spesso si è portati a credere che assumere vitamine attraverso gli integratori sia una pratica sempre innocua e priva di controindicazioni. Tuttavia, un recente allarme lanciato dal sistema sanitario canadese ci ricorda l’importanza di prestare la massima attenzione alle dosi, per evitare che un nutriente prezioso si trasformi in un nemico per la salute.
L’autorità sanitaria canadese (Health Canada) ha recentemente condotto una revisione di sicurezza che ha fatto emergere un rischio potenziale di neuropatia periferica associato al consumo di prodotti dietetici contenenti piridossina (vitamina B6). La neuropatia periferica è una condizione che comporta lesioni ai nervi e si manifesta con sintomi sensoriali come intorpidimento, formicolio e dolore alle estremità.
Se in passato questo tipo di danno nervoso era associato esclusivamente a dosi massicce (250 mg al giorno o superiori), le nuove evidenze scientifiche e l’analisi di diversi casi internazionali suggeriscono che il rischio è presente anche a dosi molto più basse, a partire da soli 10 mg al giorno.
Per questo Health Canada ha deciso di intervenire: le etichette dei prodotti dietetici che raggiungono o superano la soglia dei 10 mg giornalieri verranno aggiornate per includere specifiche avvertenze su questi sintomi. L’invito ai consumatori è chiaro: sospendere immediatamente l’uso di questi prodotti e consultare un medico qualora si manifestassero formicolii o dolori sospetti. Anche in Europa l’attenzione è alta, tanto che l’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha raccomandato di abbassare il limite massimo tollerabile di assunzione a soli 12 mg al giorno.
I pericoli emersi in passato: il legame con il rischio di tumore
Non è la prima volta che l’abuso di vitamina B6 finisce sotto i riflettori della comunità scientifica. Già nel 2017, un vasto studio americano pubblicato sul Journal of Clinic Oncology aveva evidenziato pericoli molto seri legati alle alte dosi. La ricerca, condotta per 15 anni su oltre 77.000 persone, aveva dimostrato che l’assunzione di integratori di vitamina B6 per 10 anni a dosaggi superiori a 20 mg al giorno comportava un forte aumento del rischio di cancro ai polmoni negli uomini.
Nello specifico, per i non fumatori che assumevano alte dosi il rischio di ammalarsi raddoppiava, mentre per i fumatori il pericolo risultava triplicato o addirittura quadruplicato. L’ipotesi dei ricercatori è che un eccesso di queste vitamine possa accelerare la crescita di cellule già mutate, un fenomeno amplificato dagli ormoni maschili (nelle donne, infatti, non si sono registrati effetti significativi).
Dove si trova la vitamina B6 negli alimenti?
La vitamina B6 è una sostanza essenziale per il nostro organismo. Offre benefici straordinari: protegge il cervello da malattie neurodegenerative, migliora l’umore e il sonno (regolando neurotrasmettitori come serotonina e dopamina) e protegge l’apparato cardiovascolare abbassando l’omocisteina. Inoltre, allevia i sintomi dolorosi della sindrome pre-mestruale nelle donne.
Come assumerla in totale sicurezza, rispettando il fabbisogno giornaliero raccomandato (che si aggira intorno agli 1,1 – 1,5 mg per gli adulti)?
Gli esperti ricordano che è facile ottenere le vitamine necessarie semplicemente seguendo un’alimentazione normale, sana e varia.
La vitamina B6 è infatti già presente in abbondanza in moltissimi cibi:
- Carni bianche (come il pollame) e pesce
- Spinaci, patate e legumi
- Frutta fresca di stagione, ad eccezione degli agrumi, che non ne contengono
- Latte e formaggi, seppur in quantità più ridotte.








