Bayer pronta a pagare altri 7 miliardi per chiudere le cause sul glifosato

GLIFOSATO

A sei anni dal maxi accordo di 10 miliardi del 2020, Bayer è pronta a pagare altri 7 miliardi di dollari per chiudere migliaia di cause per riparare ai danni causati dal glifosato

La Bayer continua a pagare cifre esorbitanti per riparare i danni del glifosato accusato di avere effetti cancerogeni. A sei anni dal maxi-accordo del 2020, quando la multinazionale tedesca pagò 10 miliardi di dollari per chiudere 100mila cause sull’erbicida commercializzato con il marchio Roundup, arriva la notizia di un nuovo accordo per un altro maxi-esborso del valore di 7,25 miliardi di dollari, da versare nei prossimi 21 anni dopo che l’intesa sarà ratificata dal tribunale. L’accordo mira a risolvere sia le cause pendenti che quelle potenziali future riguardanti presunti casi di linfoma non-Hodgkin collegati all’uso del glifosato.
Un modo per l’azienda di provare a chiudere una vicenda spinosa, chiarendo entità e tempi del risarcimento ed evitando ulteriori e costose pratiche legali. Bayer ha chiarito che l’azienda attende una pronuncia della Corte suprema statunitense, in particolare sulla prevalenza del diritto federale statunitense su quello dei singoli Stati. Se la Corte dovesse accogliere quanto richiesto dall’azienda, la decisione coprirebbe anche i casi non inclusi nell’accordo transattivo. E darebbe una maggiore certezza giuridica sull’impiego dei prodotti chimici.

Il nodo legale: avvertenze e prevalenza della legge federale

Il punto centrale ora è giuridico. Come spiega AgWeb, esiste una frattura tra le corti federali statunitensi sul tema del failure to warn, ovvero l’obbligo di avvertire adeguatamente sui rischi. Bayer sostiene che la normativa federale sui pesticidi – il FIFRA (Federal Insecticide, Fungicide and Rodenticide Act) – dovrebbe prevalere sulle leggi statali, impedendo nuove azioni legali basate sull’insufficienza delle etichette.