Rischio microbiologico, richiamato latte di proseguimento Monello 2 di Granarolo

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Continuano i richiami che riguardano i prodotti destinati alla prima infanzia. Questa volta l’allerta riguarda il latte di proseguimento Monello 2, richiamato per una possibile deviazione microbiologica di un ingrediente.

Continuano i richiami che riguardano i prodotti destinati alla prima infanzia. Questa volta l’allerta riguarda il latte di proseguimento Monello 2, richiamato per una possibile deviazione microbiologica di un ingrediente. Il provvedimento, datato 3 febbraio 2026, interessa Monello 2 latte di proseguimento venduto in bottiglie da 500 ml e commercializzato da Granarolo Spa. Il richiamo riguarda nello specifico i lotti Q5150B e Q5185B, con termini minimi di conservazione rispettivamente fissati al 23 febbraio 2026 e al 30 marzo 2026, prodotti da Steril Farma Srl nello stabilimento con marchio di identificazione IT 08 4 CE, situato a Soliera, in provincia di Modena.

La motivazione

Alla base della misura precauzionale, come indicato nella comunicazione ufficiale, vi è una potenziale deviazione microbiologica di un ingrediente, che ha spinto l’operatore del settore alimentare a disporre il ritiro dal mercato dei lotti coinvolti. In via prudenziale, i consumatori che fossero in possesso delle confezioni appartenenti ai lotti indicati sono invitati a non consumare il prodotto e a riportarlo al punto vendita, dove potrà essere sostituito o rimborsato.

I precedenti richiami

Nelle ultime settimane, peraltro, il settore del latte destinato alla prima infanzia è stato interessato da diverse allerte sanitarie. Tra i casi più rilevanti quello che ha coinvolto Nestlé, con il ritiro di vari lotti di latte in polvere Nidina Optipro per il rischio di contaminazione da cereulide, tossina prodotta dal batterio Bacillus cereus. La sostanza può provocare soprattutto episodi di vomito nei neonati e, proprio per i rischi connessi, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha recentemente indicato una dose acuta di riferimento per limitarne l’esposizione. I richiami hanno riguardato anche altri Paesi europei, con segnalazioni diffuse dalle autorità sanitarie nazionali.