
Il test su 22 schiume per capelli a tenuta media o forte, effettuato dal mensile tedesco Öko-test, rivela la presenza di plastiche sintetiche, emulsionanti controversi e profumi critici, come il galaxolide che è un sospetto interferente endocrino
Promettono onde morbide, ricci definiti e una piega perfetta tutto il giorno. Ma cosa c’è davvero dentro le schiume fissanti che utilizziamo sui nostri capelli? Un nuovo test, condotto dal mensile tedesco Öko-test su 22 prodotti – venduti da catene molto diffuse e grandi marchi – mostra un quadro tutt’altro che rassicurante: nella maggior parte delle formulazioni si trovano plastiche sintetiche, emulsionanti controversi e profumi sotto osservazione per i possibili effetti sulla salute e sull’ambiente. Soltanto 8 prodotti (poco più di un terzo) risultano “molto buone”, tra cui i marchi Alterra, Alverde e L’Oréal (la schiuma Elnett tenuta forte). Dodici i prodotti che ottengono un giudizio “soddisfacente”, tra cui L’Oréal Elvital Stylist, fissante in schiuma, Nivea Volume & Hold Styling Spray, Wella deluxe Wonders Volume & Protezione, Wella Wellaflex tenuta forte e Today Styling Mousse & Volume (Penny).
Bocciata la schiuma capelli Pantene Pro-V volume perfetto.
Il test ha preso in esame 22 schiume a tenuta media o forte, di cui quattro di cosmetica naturale certificata, con prezzi da 1,15 a 17,48 euro per 250 millilitri. Come emerso in altri test sui cosmetici, il costo più elevato non garantisce automaticamente una formula più pulita.
Galaxolide: il profumo (non sempre dichiarato in etichetta) che preoccupa
Tutte le schiume fissanti analizzate contengono profumo. Il problema nasce quando è presente il Galaxolide, non sempre dichiarato in etichetta. Questa sostanza, appartenente alla famiglia dei muschi policiclici, è finita sotto la lente delle autorità europee perché si accumula nell’ambiente e nel corpo umano, in particolare nel tessuto adiposo, ed è stata rilevata perfino nel latte materno. Sospettato di interferire con il sistema ormonale, è attualmente oggetto di una nuova valutazione nell’ambito del piano europeo CoRAP. A marzo 2025 l’autorità francese per la salute pubblica ha proposto di classificarlo come sostanza CMR di categoria 1B, ovvero “probabilmente cancerogena per l’uomo”, un passaggio che potrebbe portare in futuro a un divieto. Dal punto di vista ambientale, il Galaxolide è difficilmente biodegradabile, tossico per gli organismi acquatici ed è stato individuato da anni in fiumi, fanghi di depurazione e mari.
Attualmente il Galaxolide può comparire in etichetta semplicemente sotto la dicitura generica “Parfum”. Con l’aggiornamento della normativa europea sulle fragranze allergeniche, la sostanza dovrà essere dichiarata singolarmente, ma vedremo questa novità tra molto tempo perché i prodotti potranno essere immessi sul mercato senza indicazione specifica fino a luglio 2026 e venduti fino a luglio 2028. Alcuni produttori, in modo più trasparente, hanno già iniziato a indicarlo con il suo nome chimico: Hexamethylindanopyran.
Peg e polimeri: capelli in ordine, ambiente a rischio
Un altro elemento critico emerso dal test riguarda i Peg (polietilenglicoli) e i loro derivati, presenti in 13 schiume su 22. Queste sostanze vengono usate come emulsionanti o stabilizzanti, ma sono considerate problematiche perché possono rendere la pelle più permeabile, facilitando l’assorbimento di sostanze indesiderate, un aspetto non secondario per il cuoio capelluto, spesso sensibile.
Per garantire la tenuta, molti produttori ricorrono inoltre a polimeri sintetici, che avvolgono il capello formando una pellicola. Il rovescio della medaglia emerge al lavaggio: queste plastiche finiscono nelle acque reflue e, se trattenute dagli impianti di depurazione, possono arrivare nei campi agricoli attraverso i fanghi. Le conseguenze ambientali sono ancora poco studiate, ma il problema è noto.
In etichetta, i polimeri si riconoscono da nomi come Acrylates Copolymer, Pvp o Polyquaternium. Le alternative esistono: le schiume meglio valutate puntano su zuccheri vegetali, proteine o amidi, come l’amido di patata, evitando le plastiche sintetiche.
Imballaggi: sostenibilità ancora lontana
Anche sul fronte degli imballaggi, il test lascia l’amaro in bocca. La maggior parte delle schiume fissanti è confezionata in bombolette di alluminio, altre in plastica. Alla domanda su quanto materiale riciclato venga utilizzato, molti produttori hanno risposto di non usare affatto riciclato, oppure non hanno fornito dati verificabili.
Anche le istruzioni d’uso sono spesso contraddittorie: capelli asciutti o bagnati, quantità da nocciola o da mandarino, phon a testa in giù o styling delicato. Una cosa però è chiara: leggere l’etichetta e scegliere formule più semplici e trasparenti può fare la differenza, non solo per i capelli, ma anche per la salute e per l’ambiente.







