Meno metallo pesante nei cereali dopo l’addio alla benzina con piombo (ma ora arriva dalle industrie)

PIOMBO INQUINAMENTO

Uno studio globale su riso, grano e mais che ha raccolto dati dal 1979 al 2023 mostra un calo del piombo dopo la fine della benzina con piombo, ma segnala concentrazioni critiche, soprattutto in Asia e Africa di origine industriale

Un’analisi globale su riso, grano e mais che mostra un calo netto della contaminazione da piombo dagli anni ’80 in poi, soprattutto dopo l’uscita di scena della benzina con piombo. Ma anche che restano casi persistenti (e in alcuni casi nuovi) legati alle emissioni industriali con diversi paesi i cui valori mediani restano anche 200 volte superiori a molte aree sviluppate si attestano sotto 0,01 mg/kg.

Il lavoro (“Four decades of global cereal lead contamination patterns”) è quello appena uscito su Ecotoxicology and enviromental safety ed è firmato da Nan Xiao, Qihuang Wang, Yue Wang, Yijun Yao e Chaofeng Shen della Zhejiang University (Hangzhou, Cina) dell’Institute of Soil Science e della Accademia di scienze di Nanchino, Cina).

Quattro decenni di dati

Gli autori hanno messo insieme 2.843 record di dati sul piombo da 59 paesi, coprendo un arco temporale 1979–2023, e hanno valutato trend spazio-temporali e rischio sanitario con un approccio “Benchmark Dose”.

La traiettoria di fondo è una: dopo il phase-out della benzina con piombo le concentrazioni globali tendono a scendere. Il punto cruciale, però, è che il “vuoto” lasciato dalle emissioni dei carburanti non equivale automaticamente a un problema risolto: oggi lo studio attribuisce un ruolo centrale alle fonti industriali (in particolare produzioni legate alle batterie e metallurgia), e collega i livelli di contaminazione anche a fattori socioeconomici (correlazione negativa con il reddito pro capite).

Le aree dove il piombo resta alto

Dai risultati riportati emergono alcuni nomi ricorrenti e un elemento trasversale: le aree critiche non sono “uniformi”, ma cambiano per cereale e per area.

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Riso

  • Lo studio segnala un valore mediano molto alto nel riso del Pakistan: 0,40 mg/kg, indicato come uno dei principali punti caldi.

  • Restano livelli elevati anche in aree dell’Asia e in contesti dove la contaminazione si colloca stabilmente in fascia alta (oltre 0,2 mg/kg), . In particolare, subito dopo il Pakistan  compaiono:

    • Australia (0,38 mg/kg)

    • Bangladesh (0,22–0,30 mg/kg)

    • India (0,22–0,30 mg/kg)

    • Egitto (0,22–0,30 mg/kg)
      (oltre a Chongqing in Cina)

Grano

  • Il dato più eclatante riportato nell’abstract è il grano della Slovenia: 1,33 mg/kg (mediana), tra i picchi dei risultati compresi nello studio.

  • Anche qui compaiono aree dove le mediane restano in una fascia elevata (0,20–0,83 mg/kg in diversi contesti citati), a fronte di regioni con livelli molto bassi. Tra i principali:

    • Iran (>0,50 mg/kg)

    • Nigeria (>0,50 mg/kg)

    • Paesi Bassi (>0,50 mg/kg)

    • Pakistan (>0,50 mg/kg)

    • Egitto (>0,20 mg/kg)

    • Bangladesh (>0,20 mg/kg)

    • Turchia (moderato-alto)

    • Serbia (moderato-alto)

Va detto che nella ricerca non compare alcun dato sull’Italia.

Mais

  • Per il mais, l’hotspot indicato è l’India: 1,02 mg/kg (mediana).

  • Il lavoro sottolinea inoltre che in alcune aree (incluse regioni citate per Cina e Bangladesh) le concentrazioni possono restare in fascia alta, mentre altrove scendono su valori decisamente inferiori.

In sintesi: lo studio descrive una frattura netta tra “aree critiche industriali” (spesso in Paesi in via di sviluppo) e aree con livelli molto bassi (spesso in Paesi sviluppati), con concentrazioni che, in diversi casi, restano o tornano su soglie considerate alte per la sicurezza alimentare.

Il rischio per i bambini

Il passaggio più delicato riguarda la valutazione del rischio: gli autori riportano che, in più Paesi, i Margins of Exposure (MOE) nei bambini scendono sotto 1, un segnale di potenziali rischi neuroevolutivi attribuibili anche al solo consumo di cereali. Le aree citate come più problematiche includono soprattutto Asia meridionale e Africa subsahariana.