Intelligenza artificiale, gli esperti preoccupati da consumo di risorse e emissioni crescenti

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Secondo i sostenitori dell’intelligenza artificiale, l’Ai può essere molto utile anche per trovare nuovi metodi di contrasto al cambiamento climatico. Ma secondo un reportage del Guardian, il rischio in termini di inquinamento e consumo di risorse dei datacenter è molto alto

Secondo i sostenitori dell’intelligenza artificiale, l’Ai può diventare uno strumento chiave anche per individuare nuovi metodi di contrasto al cambiamento climatico. Ma un recente reportage del Guardian mette in guardia: il costo ambientale dei data center, in termini di inquinamento e consumo di risorse, rischia di essere molto elevato.

Il caso del data center di Musk a Memphis

Lo scorso maggio, a Memphis, Sharon Wilson, ex lavoratrice del settore petrolifero e del gas in Texas, ha puntato una telecamera termica verso il principale data center di Elon Musk. Prive di sistemi di controllo dell’inquinamento, le turbine a gas che alimentano il supercomputer Colossus di xAI stavano rilasciando emissioni invisibili nel cielo del Tennessee. Secondo Wilson, che da oltre dieci anni documenta le emissioni di metano, l’impianto emetteva più gas climalteranti di una grande centrale elettrica. “Una quantità di inquinamento semplicemente incredibile”, ha dichiarato.

Le preoccupazioni degli scienziati

“Gli scienziati osservano con crescente inquietudine il boom dell’intelligenza artificiale”, scrive il Guardian, sottolineando come l’Ai inquini sia l’ambiente naturale, con emissioni di carbonio, sia quello digitale, alimentando rischi che vanno dalla disinformazione sanitaria alla pornografia deepfake che colpisce i minori. Alcuni esperti temono che i data center possano ostacolare la transizione verso un’economia pulita, rendendo ancora più difficile l’obiettivo di contenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi. Altri, più ottimisti, ritengono invece che i consumi dell’Ai siano modesti rispetto ad altri settori altamente inquinanti e che il suo potenziale trasformativo possa compensarne i costi.

Consumi elettrici in forte crescita

A livello globale, i data center consumano circa l’1% dell’elettricità mondiale, ma la loro quota è destinata a crescere rapidamente. Negli Stati Uniti potrebbe più che raddoppiare entro il 2035, mentre l’Agenzia internazionale dell’energia stima che nei Paesi più ricchi saranno responsabili di almeno il 20% dell’aumento della domanda elettrica entro la fine del decennio. In Cina molti data center sorgono in regioni ad alta intensità di carbone; negli Stati Uniti, invece, sarà soprattutto il gas naturale a fornire l’elettricità necessaria nel prossimo decennio.

Irlanda e altri casi emblematici

In Irlanda i data center consumano già circa un quinto dell’elettricità nazionale e potrebbero arrivare a quasi un terzo in pochi anni. La loro espansione, più rapida della capacità della rete, ha portato nel 2021 a un blocco delle nuove connessioni. “La traiettoria di crescita enorme ed esponenziale è ciò che preoccupa davvero”, ha spiegato al Guardian Hannah Daly, oggi professoressa di energia sostenibile all’University College di Cork. Secondo un’analisi condotta da Daly per Friends of the Earth Ireland, il boom dei data center ha annullato parte dei benefici climatici ottenuti con l’espansione delle rinnovabili. In Pakistan, intanto, l’energia solare sta sostituendo il carbone, ma i data center rischiano di assorbire la capacità in eccesso dopo la decisione governativa di destinare due gigawatt all’Ai e al bitcoin.

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Quanta energia consuma una richiesta all’Ai

Ma quanto consuma, in concreto, l’uso quotidiano dell’intelligenza artificiale? “Le aziende tecnologiche resistono alle richieste di trasparenza”, scrive il Guardian, ma le stime indicano che una semplice richiesta di testo consuma tra 0,2 e 3 wattora, con valori molto più elevati per ricerche complesse o contenuti video. Il problema, sottolinea il quotidiano, non è tanto il singolo utilizzo quanto la diffusione esponenziale dell’Ai in sempre più attività umane.

La richiesta di regole e sobrietà energetica

Secondo Sasha Luccioni, responsabile clima dell’azienda Hugging Face, “stiamo diffondendo l’intelligenza artificiale senza sapere davvero quanta energia consuma”. Per questo, molti esperti chiedono interventi rapidi: regole chiare, maggiore trasparenza e una progettazione dell’Ai più sobria dal punto di vista energetico, prima che il suo impatto ambientale diventi un problema fuori controllo.