Disability Pride, la lettera aperta: “A Roma non si trovano hotel senza barriere a prezzi accessibili”

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Il 23 Settembre si terrà a Roma l’ottavo Disability Pride Italia, la marcia per i diritti delle persone con disabilità, dei loro amici, familiari e caregivers. Ma nella capitale, sotto i 200 euro non si trovano strutture con accessibilità per disabili

 

Il 23 Settembre si terrà a Roma l’ottavo Disability Pride Italia, la marcia per i diritti delle persone con disabilità, dei loro amici, familiari e caregivers. Ma nella capitale, sotto i 200 euro non si trovano strutture con accessibilità per disabili. A denunciarlo gli stessi organizzatori della manifestazione che dal 2015 porta in piazza i diritti e le rivendicazioni delle persone con disabilità, con una lettera indirizzata agli organi interessati: Ente bilaterale Turismo servizieelfare, Federalberghi di Roma, Associazione Alberghi Confindustria, Ufficio di Segreteria della Direzione Turismo.

Una marcia colorata e di concreto impegno civile

Per i promotori, il Disability Pride è “un occasione unica nel nostro paese per far sentire forte la voce di donne e uomini, ragazze e ragazzi spesso invisibili, per manifestare, esponendoci in prima persona fuori dagli ambiti protetti delle proprie abitazioni o delle strutture dove viviamo, fuori dalle nostre comfort zone, almeno per un giorno”. La marcia partirà da Piazza Venezia e percorrendo tutta Via del Corso raggiungerà Piazza del Popolo. “Una marcia come di consueto festosa e colorata, ma soprattutto di concreto impegno civile, per ribadire il nostro essere cittadini al pari di ogni altro” scrivono i promotori nella lettera, prima di entrare nel merito della criticità.

“Sotto i 200 euro a notte non abbiamo trovato nulla”

“Tanti di noi verranno da fuori, qualcuno con la voglia di approfittare dell’occasione per visitare la nostra città, come uno dei tanti turisti attratti dalla sua storia e dalle sue bellezze. A noi residenti a Roma, dimentichi dei tanti problemi che ci affliggono, ci piacerebbe potergli indicare con certezza delle strutture alberghiere adatte alle loro esigenze, siano esse motorie o sensoriali e (pensate quante speranze abbiamo) che siano alla portata di chi spesso vive solo di una modesta pensione” continua la lettera. Ma si tratta di una missione quasi impossibile: “Insomma, avete mai provato ad accedere ad un qualunque sito di prenotazione, cliccare sui filtri di accessibilità (in genere sono in fondo, dopo svago, relax e servizi vari) e indicare un budget giornaliero compreso tra 60 e 110 euro? (in realtà abbiamo provato arrivando fino a 200 euro) Beh, a noi compare questo risultato: ‘Roma: nessuna struttura rimasta sul nostro sito! Consiglio: scegli una struttura nei dintorni’.

La richiesta agli enti: una lista di hotel accessibili

Sembra assurdo nella Capitale d’Italia che conta, solo di strutture accreditate, circa 50mila camere per la ricettività turistica. “Vi sembra normale? – si chiede il network Disability Pride Italia – Non esiste la possibilità per una persona disabile di dormire a fine Settembre nella Capitale? Non vogliamo crederci e ci rivolgiamo a voi: siete in grado di fornirci una una lista di tutte quelle strutture dei vostri associati, dei vostri utenti ed iscritti, che si avvicinino ai parametri di accessibilità indicati? E ancora: le strutture dotate di camere accessibili hanno qualche sorta di regola per dare priorità di prenotazione a chi ne ha reale necessità?”

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L’inizio di una mappatura all’accesso?

L’elenco delle strutture accessibili che gli enti contattati forniranno eventualmente al Disability Pride, potrebbe essere nell’intenzione dei promotori “un primo prezioso strumento per tracciare tutti insieme una mappatura ragionata dell’accessibilità, necessaria alla Capitale anche in vista del Giubileo che porterà nelle nostre strade anche tanti pellegrini con mobilità ridotta o disabilità sensoriali. Facciamoci trovare pronti ad accoglierli”.