A cosa serve il codice Swift

CODICE SWIFT

Il codice Swift, Society for worldwide interbank financial telecommunication, è uno standard che agevola le operazioni internazionali per lo scambio di denaro. Come funziona, la differenza con l’Iban, per cosa viene utilizzato e quali sono i principali vantaggi offerti

Nel mondo fortemente globalizzato di oggi un elemento di fondamentale importanza è la creazione di un sistema di legittimazione degli istituti di credito, quali ad esempio le banche. I pagamenti internazionali, infatti, necessitano che tutti gli attori coinvolti, chi paga e chi riceve il pagamento, possano essere facilmente riconoscibili. È in tale scenario che è nato e si è sviluppato la Swift, Society for worldwide interbank financial telecommunication, un formato standardizzato con il quale le banche di diversi paesi del mondo non vengono confuse e si annullano quasi completamenti gli errori sui pagamenti che, inoltre, diventano più veloci e semplici. La Swift è attualmente utilizzata in oltre 200 paesi al mondo e permette di verificare l’identità dell’istituto o dell’ente finanziario destinatario o mittente di un dato pagamento.

Cos’è il codice Swift

Il sistema Swift è nato in Belgio nel 1973 ed è andato a sostituire al Telex, struttura che veniva utilizzata principalmente per inviare delle comunicazioni tra istituti che, però, era foriere di errori. Con il nuovo formato standardizzato, invece, si è riusciti a sviluppare un sistema sicuro e rapido per i pagamenti internazionali che, in pochi passaggi, permette di verificare l’identità degli istituti bancari emittenti e riceventi. L’errore è pari allo zero e lo Swift, anche conosciuto come codice Bic (Bank identifier code), che rappresenta un sistema di sicurezza certo e condiviso tra i diversi paesi che lo hanno adottato. Trattandosi di un codice identificativo, lo Swift potrebbe essere scambiato con il codice Iban, ma si tratterebbe di un errore. Quest’ultimo è composto da 27 caratteri, è associato in Italia ad ogni conto corrente ed ha il principale scopo di agevolare le transazione economiche tra persone fisiche o piccole e medie imprese. È inoltre obbligatorio per i bonifici in Italia e per quelli verso l’area Sepa, Single euro payment area, l’area unica dei pagamenti in euro. Il codice Iban, però, mantiene ancora una connotazione fortemente italiana, motivo per cui per i bonifici internazionali fuori dall’Europa si utilizza lo Swift.

Come è formato il codice

Lo Swift si sostanzia in un codice che può contenere tra gli 8 e gli 11 caratteri, ad ognuno dei quali è associata un’informazione specifica, come ad esempio l’identificazione della banca, del paese d’origine o della specifica filiale. Se ne deduce che, ad ogni codice Swift è associata una banca che, una volta riconosciuta, permette il trasferimento di denaro. Questo aspetto ci permette di sottolineare che con lo Swift si provvede soltanto alla trasmissione di messaggi tra i vari attori di una transazione sulle istruzioni per il trasferimento dei fondi, con l’invio di denaro che invece avviene in altri circuiti scorporati dallo Swift. Fatta questa doverosa precisazione, torniamo ad occuparci del codice Swift che, come detto, è composto da un minimo di 8 ed un massimo di 11 caratteri (se è indicata anche la filiale bancaria). Si tratta sia di numeri che di lettere, così interpretabili:

  • ci sono quattro lettere che fanno riferimento al codice bancario ed indicano l’ente finanziario che sta fornendo il servizio bancario. Ecco dunque spiegato, tecnicamente, perché ad ogni banca corrisponde un codice Swift;
  • vi sono poi altre due lettere che invece fanno riferimento al prefisso del paese d’origine. In Italia sono IT, per la Francia FR, per la Germania DE;
  • si trovano poi due lettere o due numeri che, invece, fanno riferimento alla località nella quale si trova la sede principale della banca;
  • oltre agli otto caratteri visti in precedenza, possono essere presenti anche altre cifre, opzionali, che fanno riferimento alla specifica filiale bancaria cui è associato il conto corrente che svolge l’operazione. In questo caso il codice Swift risulta essere più completo e specifico, arrivando ad essere di ben 11 cifre. Qualora tali ultime 3 cifre non dovessero esserci, nel codice potrebbero essere indicate tre x (XXX) e, in questo caso, non si fa riferimento alla filiale specifica, ma agli uffici centrali dell’istituto di credito.

Per rendere più comprensibile la struttura dello Swift, si riportano di seguito i codici di riferimento delle sedi centrali delle principali banche italiane:

  • Unicredit utilizza UNCRITMM;
  • Intesa Sanpaolo BCITITMM;
  • Poste Italiane BPPIITRR;
  • Monte dei paschi di Siena PASCITMM;
  • Banca Carige CARIITGG;
  • Ubi Banca BLOPIT22;
  • BPER BPMOIT22.

Dove si trova

Nel momento in cui un cittadino italiano deve effettuare dei bonifici o dei pagamenti verso l’estero, così come quando dall’estero deve essere pagato, ha la necessità di conoscere il proprio codice Swift. Questo viene solitamente indicato nel contratto di conto corrente che si è sottoscritto con la banca, ma si può trovare anche consultando gli estratti del conto corrente o il proprio home banking. Qualora ci fossero dei problemi ad ottenere direttamente dalla banca il proprio codice Swift, questo può essere facilmente ricavato con uno specifico strumento di ricerca all’interno del quale andranno indicati i dati relativi al paese e alla sede della propria banca. Sono molti, inoltre, i siti internet che permettono di ricavare lo Swift, così come le sezioni dedicate dei servizi clienti della banche che offrono questo servizio. Questo quanto avviene in Italia, anche se si sottolinea che in altri paesi la procedura è molto più semplice: in Germania, ad esempio, lo Swift è presente anche sulle carte di debito dei correntisti.

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Codici non Swift Bic 

In precedenza si è detto che, comunemente, i codici Swift sono associati a quelli Bic, ma ora è necessario precisare che questa associazione può anche risultare inesatta in alcune circostanze. È il caso dei cosiddetti codici non Swift Bic, contraddistinti dal fatto di non essere direttamente collegati alla rete Swift per i pagamenti esteri. Si tratta di strumenti che vengono utilizzati quasi esclusivamente per transazioni manuali e che spesso non sono accettati da alcuni sistemi. Per riconoscere questi codici, che sottolineiamo ancora una volta non sono adatti per ricevere o effettuare bonifici da e per l’estero, è sufficiente guardare l’ultimo carattere del codice alfanumerico (l’ottavo): se c’è il numero 1 si è in presenza un non Swift Bic. In tale circostanza, chi ha necessità di scambiare denaro con l’estero, deve richiedere al proprio istituto di credito un codice Swift Bic che sia connesso alla rete.

Utilizzo e vantaggi del codice Swift Bic

Da quanto fin qui detto appare evidente che il principale utilizzo che si fa dei codici Swift è relativo al caso in cui ci sia la necessità di inviare o ricevere del denaro dall’estero. È dunque la fattispecie che si configura in presenza di bonifici internazionali o pagamenti Sepa. L’operazione bancaria internazionale trova nel codice Swift la certezza di uno standard condiviso, con le banche che vengono agevolate nell’elaborazione dei trasferimenti all’estero in quanto viene identificato in maniera univoca ogni istituto bancario del mondo. Dall’utilizzo di questo standard condiviso derivano dunque dei vantaggi, tra cui il primo è senza dubbio rappresentato dalla velocità delle operazioni internazionali poste in essere. Anche da un punto di vista della sicurezza, il codice Swift rappresenta degli evidenti vantaggi, con il pagamento internazionale che viene elaborato solo nel caso in cui la verifica del codice dia esito positivo. Velocità e sicurezza, dunque, ma anche trasparenza nei movimenti di denaro e riduzione al minimo degli errori sulla transazione.

Il sistema Swift

L’utilizzo dello standard condiviso Swift ha creato un vero e proprio sistema all’interno del quale sono presenti soprattutto le banche, ma non mancano anche altre istituzioni finanziarie. Si tratta, più nello specifico:

  • dei broker e dei rivenditori;
  • dei sistemi di compensazione;
  • dei gestori degli investimenti;
  • delle infrastrutture di mercato relative ai pagamenti e alla tesoreria;
  • delle imprese e delle istituzioni finanziarie non bancarie.

Per chi opera all’interno del sistema Swift, i vantaggi di sicurezza, velocità e trasparenza implicano il pagamento di alcune commissioni sulle transazioni internazionali. Entrando più nel dettaglio, per ogni pagamento internazionale le banche corrispondenti o destinatarie potrebbero richiedere il pagamento di somme non note in anticipo. E ancora, in presenza di un pagamento internazionale con Swift che prevede due diverse valute, potrebbero esserci dei costi complessivi maggiori in quanto gli istituti applicano i tassi relativi al cambio, incassando la relativa differenza. In ultimo si ricorda che un bonifico Swift può richiedere fino a 5 giorni lavorativi per essere concluso. Lo stesso arco temporale riguarda anche i casi in cui il pagamento internazionale effettuato venga rifiutato e, dunque, torni indietro al mittente.