Assegno unico, riforma Irpef, tetto ai contanti: cosa succede ai nostri soldi nel 2022

SOLDI 2022

Assegno unico, riforma Irpef, tetto ai contanti: il nuovo anno porta in dote una serie di novità economiche che è bene chiarire visto che andranno a incidere sulle nostre tasche.

Pagamenti in contanti: da oggi il limite massimo torna a mille euro

Torna il limite di mille euro per i pagamenti in contanti, a partire da oggi 1° gennaio. La stretta ha lo scopo di favorire i pagamenti digitali, tracciabili e trasparenti, e combattere così l’evasione fiscale e le operazioni in nero. Nel 2021 si potevano effettuare pagamenti in contanti fino a duemila euro: il tetto aveva già subito un primo abbassamento a partire da luglio 2020. La nuova modifica sarà la nona in vent’anni. Il limite di mille euro era già stato fissato dal governo Monti a fine 2011. Nel 2016, il governo di Matteo Renzi lo aveva innalzato di nuovo a tremila euro. La stessa legge che ha fissato il nuovo limite, il decreto fiscale 124 del 2019, stabilisce anche una sanzione di mille euro per chi non si adegua.

Assegno unico per i figli: al via ma le erogazioni partono a marzo

L’assegno unico è la misura economica a sostegno delle famiglie con figli a carico istituita con la Legge Delega 46/2021. Diventa operativa a partire da oggi 1° gennaio 2022, anche se bisognerà attendere il 1° marzo 2022 per le prime erogazioni direttamente in conto corrente. È una misura che varrà dal settimo mese di gravidanza fino al compimento del 21esimo anno di ciascun figlio fiscalmente a carico.

Si chiama assegno unico appunto perché, a fronte di un’unica – e universale – prestazione economica erogata in base all’Isee, andrà a rimpiazzare altre sei attuali misure erogate alle famiglie:

  •  le detrazioni Irpef sui figli a carico;
  • gli assegni al nucleo per figli minori;
  • gli assegni per le famiglie numerose;
  • il Bonus Bebè;
  • il premio alla nascita;
  • il fondo natalità per le garanzie sui prestiti.
La domanda prevede l’autocertificazione della composizione del nucleo familiare e dei figli, il luogo di residenza, l’Iban di uno o di entrambi i genitori. Il richiedente potrà allegare anche l’Isee, necessario però solo per ricevere l’assegno pieno in relazione alla situazione economica della famiglia.
L’Isee potrà essere richiesto dal 1° gennaio 2022 e una volta ottenuto si potranno trasmettere le domande per l’assegno unico. In assenza dell’indicatore economico familiare si potrà presentare l’istanza per l’ottenimento dell’importo minimo dell’assegno, sempre dal 1° gennaio 2022. L’invio Isee potrà poi arrivare in un secondo momento.

Assegno Unico 2021: importi e tabelle ISEE

L’assegno sarà corrisposto mensilmente per ciascun figlio di minore età. L’importo spettante per ciascun figlio minore cambierà sia in base alla situazione economica attestata dall’ISEE che in base al numero dei figli; quindi in parole povere si avrà diritto a tanti singoli assegni mensili quanti sono i figli, ma al tempo stesso gli importi risulteranno decrescenti all’aumentare dell’ISEE.

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Facciamo qualche esempio pratico in questa tabella non esaustiva che però può aiutare a capire meglio il meccanismo dell’Assegno in alcuni specifici casi (la tabella completa con tutte le fasce ISEE e i relativi importi spettanti è allegata al testo normativo).

Soglia ISEE Importo mensile per nuclei con al massimo due figli Importo mensile per nuclei con almeno tre figli
Fino a 7.000 € 167,5 € a figlio 217,8 € a figlio
da 8.400 a 8.500 € 151,8 € 197,3 €
da 13.300 a 13.400 € 100,5 € 130,6 €
da 18.400 a 18.500 € 76,3 € 99,2 €
da 23.700 a 23.800 € 64,8 € 84,6 €
da 27.100 a 27.200 € 57,5 € 75,3 €
da 36.300 a 36.400 € 37,8 € 49,9 €

 

La riforma Irpef: chi ci guadagna (e chi no)

Dal 1° gennaio 2022 le nuove aliquote Irpef 2022 saranno 4 (23%, 25%, 35% e 43%). A essere accantonato sarà infatti lo scaglione del 41%, con la contestuale rimodulazione delle soglie di reddito dei vari scaglioni e il riordino delle detrazioni, alle quali è affidato il compito di garantire il meccanismo della progressività dell’imposta. Nel dettaglio, per gli scaglioni delle nuove aliquote Irpef 2022 si parte dal 23% per i redditi fino a 15mila euro, per passare 25% per i redditi tra 15mila e 28mila euro, al 35% tra 28mila e 50mila euro e 43% oltre i 50mila euro.

Per i redditi fino a 15mila euro resta il bonus Renzi da 100 euro, che rimane, almeno in parte, anche fino a 28mila eur.

Secondo alcune stime i lavoratori dipendenti che nel 2022 beneficeranno di più della riforma sono quelli con un reddito tra i 40mila euro lordi e i 50mila, che arriverebbero a pagare fino a 945 euro in meno di Irpef.

Per capire a quanto potrebbe ammontare il risparmio per i diversi scaglioni di reddito, sono utili le tabelle elaborate (clicca qui) da degli esperti per Idealista.it: per ogni tabella, l’aliquota media esprime il livello medio di Irpef lorda associato a ciascun reddito imponibile.