Vietati gli integratori alimentari all’aloe: contengono una sostanza genotossica e cancerogena

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Gli integratori alimentari a base di aloe sono stati vietati perché probabili genotossici e cancerogeni. A partire dallo scorso 8 aprile, infatti, è entrato in vigore il regolamento della Commissione Ue firmato lo scorso 18 marzo che ha decretato lo stop ai derivati dell’idrossiantracene, naturalmente presenti nell’aloe e nella senna. Il regolamento, che va a modificare quello del 20 dicembre 2006 sull’aggiunta di sostanze agli alimenti, vieta anche: aloe-emodina e tutte le preparazioni in cui è presente tale sostanza; emodina e tutte le preparazioni in cui è presente tale sostanza; preparazioni a base di foglie di specie di Aloe contenenti derivati dell’idrossiantracene; dantrone e tutte le preparazioni in cui è presente tale sostanza”.

Tutte le sostanze vietate

Alla base dello stop il fatto che l’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha riscontrato che “i derivati dell’idrossiantracene aloe-emodina ed emodina e la sostanza strutturalmente analoga dantrone si sono dimostrati genotossici in vitro. Anche gli estratti di aloe si sono dimostrati genotossici in vitro, molto probabilmente a causa della presenza di derivati dell’idrossiantracene. L’aloe-emodina si è inoltre dimostrata genotossica in vivo. L’estratto totale di aloe e l’analogo strutturale dantrone si sono rivelati cancerogeni”.

Gli allarmi precedenti

Già nel 2018, era stata l’Efsa ad esprimersi. Secondo l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, gli integratori alimentari che contengono derivati dell’idrossiantracene possono danneggiare il Dna ed eventualmente causare il cancro. mentre nel febbraio 2019, l’Accademia francese di farmacia aveva avvertito: “Alcuni integratori alimentari sono pericolosi e dovrebbero essere vietati”.

I veri e i falsi dell’aloe

“Le foglie di aloe più belle, esposte al sole, non troppo gialle, sono lavorate decorticandole manualmente per eliminare le parti che contengono le aloine. Paradossalmente, è come sostituire nel calcio il miglior giocatore indebolendo la squadra, d’altra parte se il campione non è utile ecco che la squadra giocherebbe in inferiorità numerica” ha spiegato in una puntata della rubrica del Salvagente, Miti alimentari, il professor Alberto Ritieni, ordinario di Chimica degli Alimenti presso il Dipartimento di Farmacia