Aloe vera: una pianta, mille benefici (ma non per tutti)

Chi non ha mai sentito declamare le virtù dell’aloe? Dall’uso esterno (contro bruciature, punture di insetti, ecc.) a quello in succhi fino agli integratori, questa pianta è ampiamente utilizzata come toccasana per molti problemi. Ma su quali effetti possiamo davvero contare? Vediamo di capirlo, dedicando la nostra settimanale pagina dei Miti Alimentari, proprio a questa pianta.

L’aloe una pianta unica per la sua storia e per le sue attività….

FALSO Aloe è un termine molto generico, ma è di certo una pianta molto nota e con tante attività farmacologiche riconosciute dal suo uso millenario. Botanicamente è sorprendente scoprire che è imparentata con piante molto utili in cucina come l’asparago, l’aglio, la cipolla, lo scalogno e anche a piante ornamentali molto diffuse come il tulipano, il giglio e il giacinto. Non tutte le specie di aloe, e ne esistono circa cinquecento diverse, sono ugualmente utili per la nostra salute e pur trovando molto spesso sugli scaffali l’aloe vero ovvero l’Aloe Barbadensis, il vero campione della categoria è l’Aloe Arborescens che possiede una concentrazione maggiore dei vari principi attivi. Purtroppo non è la fonte più economica per le difficoltà di resa per ettaro, per la sua trasformazione e per ricavare gli estratti attivi, ragion per cui si preferisce l’Aloe vero, più “industriale” e a costi minori.

L’Aloe non contiene delle sostanze particolari, del resto è così simile ad altri vegetali da non giustificare il suo uso

FALSO La composizione dell’Aloe è assimilabile all’indice di un catalogo commerciale di virtù naturali per quante ne possiede. Sono presenti le varie Vitamine A, C e il gruppo B, oltre alla Vitamina E che è ben rappresentata. Inoltre, ad abundantiam, troviamo molti microelementi anche importanti come selenio, fosforo e magnesio. Sono ben rappresentati sia gli zuccheri “semplici” come glucosio e mannosio sia i glucomannani e i mannani che fra l’altro sono ottimi cicatrizzanti, antiinfiammatori naturali, immunostimolanti e possono dare un senso di sazietà per la loro capacità di formare dei gel che in stile “mocio” fanno molto volume e ingannano il senso di fame. L‘aloe però contiene anche Aloina A e Aloina B, due sostanze presenti nella parte più dura delle foglie, che hanno la caratteristica di essere amare e con un odore poco invitante. Queste sostanze sono eliminate durante la preparazione anche per evitare di dissuadere i consumatori dal punto di vista sensoriale.

Le aloine sono composti da tenere sotto controllo per cui cerco di usare delle preparazioni “aloine free” per essere tranquillo

VERO Le foglie di aloe più belle, esposte al sole, non troppo gialle, sono lavorate decorticandole manualmente per eliminare le parti che contengono le aloine. Paradossalmente, è come sostituire nel calcio il miglior giocatore indebolendo la squadra, d’altra parte se il campione non è utile ecco che la squadra giocherebbe in inferiorità numerica. Questo esempio “calcistico” spiega perché si preferisca eliminare questi derivati degli antrachinoni, presenti anche nel rabarbaro o nella cascara, che possono dare effetti sull’intestino trasformandosi in indesiderati lassativi naturali grazie alla nostra microflora intestinale. Le aloine sono la difesa delle piante di aloe dagli aggressori i quali sono dissuasi dai loro effetti poco graditi. Nel 2013 l’Efsa si pronunciò a favore dei derivati dell’idrossiantracene perché si ritiene che migliorino la funzionalità intestinale, anche se ne sconsigliava l’uso cronico e a dosi elevate per motivi di sicurezza. Nel 2018 la stessa Autorità ha stabilito che alcuni derivati dell’idrossiantracene possono danneggiare il Dna e consiglia in 10 milligrammi per chilo il limite di sicurezza giornaliero da assumere.

Tutti e per qualsiasi motivo possono prendere dell’Aloe per stare meglio…

VERO/FALSO Questa generalizzazione non è consigliabile, ad esempio l’effetto lassativo è da evitare se si è in dolce attesa o durante l’allattamento, anche perché alcune sostanze riescono a passare nel latte della mamma. I lassativi vanno evitati nelle malattie infiammatorie acute dell’intestino come il Morbo di Crohn oppure nei casi di colite, ma non è bene usare l’aloe nei casi di diverticoliti oppure se si soffre di disidratazione e di carenza di liquidi. Troppo aloe può provocare una dipendenza psicologica da uso di lassativi creando un circolo pericoloso che può aggravare delle forme di stipsi, può provocare delle forti perdite di potassio attraverso le feci. Perdere troppo potassio potenzia l’effetto di farmaci antiaritmici e interferisce con gli ormoni corticosteroidei e i diuretici tiazinici per il trattamento dell’ipertensione; sarebbe consigliabile evitare l’abbinamento aloe e liquirizia. In generale, se si eccede con l’aloe possiamo avere anche delle perdite di importanti nutrienti che non sono assorbiti a livello intestinale.

Succo o gel non sono equivalenti per le mie necessità come integratore da prendere…

VERO Il succo di aloe si ottiene dalla parte più superficiale delle foglie, naturalmente foglie scelte fra le migliori della pianta, non trattate con pesticidi o sostanze pericolose, non ingiallite etc. sono quelle che contengono tutti i principi dell’aloe compresi le aloine A e B. Il succo d’aloe è molto denso e il suo uso a dosi molto piccole può dare un efficace effetto lassativo, ma di solito il succo è filtrato per eliminare gli antrachinoni che abbiamo visto dare non pochi problemi. La parte restante della foglia viene utilizzata per dare vita al “gel” che è usato maggiormente come prodotto da uso esterno perché è un prodotto viscoso, denso e poco adatto ad essere bevuto. Di solito dal gel per diluzione con tanta acqua si ottiene un prodotto simile al succo d’aloe sufficientemente ricco di vitamine e di sali minerali, di sostanze ipoglicemizzanti e di sostanze immunostimolanti.