Carenza vitamina D, per evitare il sovradosaggio meglio i farmaci che gli integratori

VITAMINA D

Secondo l’Anses, l’Agenzia francese per la sicurezza dei farmaci, per evitare i rischi di sovradosaggio della vitamina D nei bambini piccoli, i pediatri dovrebbero prescrivere farmaci e non integratori alimentari fortificati con vitamina D. Non solo, sempre con l’obiettivo di prevenire il rischio sovradosaggio, gli operatori sanitari dovrebbero anche controllare le dosi somministrate (controllare la quantità di vitamina D per goccia) e non moltiplicare i prodotti contenenti vitamina D.

Un’eccessiva integrazione di vitamina D può provocare ipercalcemia (livelli eccessivi di calcio nel sangue) che può avere gravi conseguenze tra cui danni ai reni come litiasi / nefrocalcinosi (deposito di calcio nel rene).

L’Agenzia ha approfittato per sottolineare che l’uso di integratori alimentari a base di vitamina D nei bambini non è privo di rischi per i seguenti motivi:

  • concentrazione di vitamina D per goccia, a volte molto alta (fino a 10.000 UI) e talvolta nessuna raccomandazione sulle dosi in base all’età,
  • rischio di errore di dosaggio quando si passa dal farmaco a un integratore alimentare o quando si cambia integratore alimentare,
  • presenza sul mercato di un gran numero di prodotti con concentrazioni / dosaggi differenti, talvolta all’interno della stessa marca (prodotti formulati diversamente con rischio di confusione, o anche di dosi cumulative, in caso di associazione tra prodotti contenenti vitamina D),
  • presenza nell’integratore alimentare di altre vitamine (esempio: vitamina K, per la quale non è consigliata la somministrazione giornaliera ai bambini) o di alte dosi di calcio (aumento del rischio di danno renale come litiasi / nefrocalcinosi).

Inefficace per prevenire il CoVid-19

Tra l’altro proprio oggi, sempre in Francia, la Società di farmacologia ha messo in guardia circa i presunti benefici della vitamina D nel prevenire le infezioni da CoVid-19 sostenendo che non ci sono evidenze scientifiche a supporto di questa tesi. Una tesi sostenuta da 73 medici che in un appello pubblico vantano i benefici dell’uso della vitamina D. secondo questi medici si tratterebbe di un ottimo adiuvante per prevenire il coronavirus soprattutto nelle sue forme più gravi.