Scuola e covid: 2,5 milioni di alunni costretti a cambiare mezzo di trasporto

A pochi giorni dalla riapertura delle scuole, il nodo trasporti resta uno dei punti più critici, anche per molte famiglie italiane, tanto che, secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp research, quest’anno quasi 1 alunno su 3, pari a circa 2,5 milioni di bambini e ragazzi (29,8%) sarà costretto a cambiare, del tutto o in parte, mezzo di trasporto per il tragitto casa-scuola.

Aumentano i ragazzi che si sposteranno in auto o moto; lo faranno 6 alunni su 10 (il 57%), pari a circa 4,8 milioni di bambini e ragazzi, mentre lo scorso anno era il 50%. Di contro, cala il numero di coloro che sceglieranno il trasporto pubblico; solo il 14,9% userà autobus o tram, rispetto al 16,7% dello scorso anno.

Perché si cambia? Innanzitutto per paura del Covid (50%), ma anche per l’orario di ingresso scaglionato adottato dalla scuola (30,1%).

Ad essere più preoccupate, ancora una volta, risultano essere le mamme (67,6% vs il 64,4% rilevato tra i papà), ma anche i genitori con età compresa tra i 55 e i 64 anni, tra i quali la percentuale di chi ha dichiarato di essere spaventato arriva addirittura all’80,3%.

Ad essere più preoccupati sono i genitori dei ragazzi che frequentano la scuola secondaria di primo grado (72,7%) e di secondo grado (78,2%), quelle dove solitamente i ragazzi si recano da soli e dove, nel tragitto casa-scuola, i genitori non possono vigilare sul rispetto delle misure di contenimento del contagio.

Guardando alle risposte su base territoriale emerge che l’inquietudine è diffusa in tutto il Paese in modo abbastanza omogeneo, anche se spicca un dato: le famiglie più preoccupate per il tragitto casa-scuola dei figli risultano essere quelle residenti al Sud e nelle Isole, dove la percentuale raggiunge il 70,5%. A pesare maggiormente su questi rispondenti potrebbe essere stato, da un lato, un trasporto pubblico non sempre efficiente e la presenza di distanze lunghe da percorre per raggiungere la scuola, dall’altro la nascita di nuovi focolai che nelle ultime settimane, almeno mediaticamente, hanno coinvolto maggiormente alcune aree del Meridione.