Raccolte fondi per il Covid, GoFundMe: “Ecco come scoprire quelle finte”

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Da quando è iniziato l’allarme Covid-19, si sono moltiplicate le iniziative di generosità per far fronte alle difficoltà scaturite dalla pandemia. Tra queste, tantissime raccolte fondi, per aiutare gli ospedali in prima linea nel combattere le conseguenze del virus, o per poter donare aiuti alimentari alle famiglie trovatesi dall’oggi al domani in condizioni di assoluta indigenza, senza nemmeno poter uscire a lavorare. Purtroppo, però, tra le maglie della meritoria rete di solidarietà diffusa, si è infiltrato qualche malintenzionato per frodare è chi in buona fede. Tramite social e piattaforme di raccolta, infatti, il rischio di contribuire involontariamente a ingrossare il portafogli di un finto benefattore è più comune, vista la rapidità e la facilità con cui si dona, tramite un click. Per questo, Il Salvagente ha chiesto a Elisa Liberatori Finocchiaro, responsabile del Sud Europa di GoFundMe, come si regola la piattaforma internazionale di raccolta fondi per scopi benefici, per evitare questi spiacevoli episodi.

Vi sono capitati casi di frode in campagne di raccolta fondi relative al Covid-19?Da inizio marzo e durante l’emergenza sanitaria sono state lanciate su GoFundMe oltre 1.500 campagne, per sostenere strutture ospedaliere, associazioni e fondazioni. Oltre 15 milioni donati sulla piattaforma, che sono finiti interamente nelle giuste mani. Questa precisazione è importante perché fa capire come funziona la nostra piattaforma. Verifichiamo scrupolosamente le raccolte fondi e garantiamo i donatori con una garanzia, la prima garanzia di crowdfunding al mondo. Se i soldi non vanno al beneficiario indicato, noi rimborsiamo di tasca nostra i donatori. Riguardo agli usi fraudolenti della piattaforma: il nostro Trust&Safety valida tutte le campagne lanciate sul sito e per prelevare i fondi la persona o l’organizzazione indicata come beneficiario deve fornire documenti di identità, documenti sulla struttura organizzativa e documenti bancari.

Ci può fare degli esempi pratici di raccolte scorrette scoperte?
Ad esempio è stata realizzata una campagna per aiutare l’Ospedale Spallanzani utilizzando il logo della Regione Lazio e una falsa referenza del presidente della Regione. Una raccolta fondi che non ha raccolto nessuna donazione e che è stata sospesa prontamente, con la collaborazione della polizia postale. Campagne come queste, che chiamiamo “copycat”, che utilizzano grafiche, referenze o beneficiari falsi, sul nostro sito non giungono mai a buon fine per via di meccanismi di prevenzione che attiviamo.

Riguardo le fake news come vi ponete?

Abbiamo una posizione molto decisa anche sulla disinformazione e le fake news. Per esempio sono state sospese in Europa le campagne che mettevano in relazione la tecnologia 5G con la diffusione del covid, oltre ad altre teorie cospirazioniste. Ad Aprile nel Regno Unito abbiamo chiuso una campagna per promuovere le teorie cospirazioniste sulla pandemia di Judy Mikovits. In generale non è stato necessario prendere misure eccezionali per tenere a bada frodi e raccolte fondi basate su teorie strampalate durante la crisi sanitaria. La prevenzione delle frodi è tra i nostri più grandi punti di forza e obiettivi; abbiamo una lunga esperienza, la policy e le tecnologie adeguate per prevenire certi problemi.

Cosa fate per evitare che queste campagne finiscano sulla vostra piattaforma?
Usiamo strumenti e tecnologie specializzate nel rilevamento delle frodi (o riciclaggio di denaro, phishing, cardtesting, plagi): il nostro team è in grado di individuare la maggior parte delle campagne potenzialmente sospette. Circa un terzo dei nostri impiegati è adibito a verificare tutte le campagne e le transazioni. Il prelievo del denaro viene messo in pausa fino a quando vengono portate a termine le indagini che ci assicurano che la persona che preleva i fondi sia quella giusta e designata come beneficiario.

A volte si finge di raccogliere soldi per qualcuno che ne ha veramente bisogno, ma è ignaro di tutto.
Nel caso di campagne di raccolte fondi lanciate per qualcun altro o per un’organizzazione, l’organizzatore deve “invitare” il beneficiario e quest’ultimo deve accettare di esserlo, ornendo documenti di identità, documenti sulla struttura organizzativa e documenti bancari. Solo in quel caso vengono sbloccati i fondi. Nel caso in cui non vengono configurati correttamente i prelievi per il beneficiario designato e verificato, dopo 90 giorni dalla data di inizio della raccolta fondi, il denaro viene restituito ai donatori, mentre se a 30 giorni dal lancio ancora non e stato configurato correttamente il beneficiario, l’ospedale ad esempio nel caso di molte campagne covid-19, vengono bloccate le donazioni in entrata.

Quanti sono i casi di raccolte fondi fraudolente scoperte da GoFundMe?
I casi di uso improprio rappresentano meno dello 0,01% di tutte le campagne su GoFundMe. Nel raro caso in cui un malintenzionato riesce ad effettuare la truffa e a prelevare il denaro, interviene la nostra garanzia come dicevamo.

Quali sono i segnali per capire che una raccolta fondi non è affidabile?
Ci sono alcuni segnali importanti da valutare per il donatore: accertarsi della connessione tra chi organizza la campagna e il beneficiario (il progetto secondo cui i fondi verranno impiegati per il loro uso benefico deve essere ben esplicitato nel testo della campagna), il numero di donazioni ricevute, il numero di condivisioni sui social della campagna, foto e testi che non siano identici ad altre campagne ad esempio.

Cosa fare nel caso si sospetti di trovarsi di fronte a una frode?
Se i dubbi continuano è possibile contattare l’organizzatore della campagna per ricevere ulteriori informazioni o segnalare prontamente la raccolta fondi al team di GoFundMe con l’apposito tasto in fondo ad ogni campagna. Noi crediamo nella fiducia e nelle buone relazioni tra le persone. Ma siamo molto rigidi su usi malevoli della piattaforma.