Riaprono (a giugno) i centri estivi: finalmente la “fase 2” di bambini e adolescenti

Tra qualche settimana, forse già dopo il week end del 2 giugno, riapriranno i centri estivi. Incentivati anche dal Governo per la cui iscrizione ha messo a disposizione un bonus in favore delle famiglie, i centri estivi saranno la prima riapertura che interesserà direttamente i più piccoli. Il ministero della famiglia si è mosso per tempo ed ha già messo a punto le linee guida che dettano le regole di sicurezza che dovranno rispettare questi centri.

Regola numero è preferire – quando possibile – spazi e giochi da svolgere all’aperto, dunque  – raccomandano gli esperti – prediligere attività ludiche che consentano di passare la “giornata in modo disteso e piacevole”. In caso di attività in spazi chiusi, è raccomandata “l’aerazione abbondante dei locali”: tenere le finestre aperte per la maggior parte del tempo. Inutile dire che ai centri estivi potranno accedere i bambini che siano in condizioni di salute ottime e questo deve stabilirlo il pediatra di base.

Il progetto, poi, deve essere circoscritto a “sottofasce di età” pre garantire omogeneità: saranno distinte fasce relative alla scuola dell’infanzia (dai 3 ai 5 anni), alla scuola primaria (dai 6 agli 11 anni) ed alla scuola secondaria (dai 12 ai 17 anni). Visto il potenzialmente alto numero delle domande, si devono prevedere “criteri di priorità” per “assicurare il sostegno ai bisogni delle famiglie con maggiori difficoltà nella conciliazione fra cura e lavoro” (per esempio situazioni con entrambi i genitori lavoratori, nuclei familiari monoparentali, impossibilità di smart-working, condizioni di fragilità, ecc.). La graduatoria dovrà tenere conto anche dell’eventuale disabilità del minore e condizione di fragilità della famiglia. Chi organizza i centri estivi dovrà comunicare con un congruo anticipo i tempi e i modi dell’iscrizione.

Per garantire il “distanziamento fisico è fondamentale l’organizzazione in piccoli gruppi” e di “diversi spazi” per lo svolgimento delle attività nell’ambito del territorio di riferimento.

Il rapporto numerico tra operatori e bambini (e adolescenti) fissato dal governo tiene in considerazione sia il grado di autonomia nelle attività comuni come il pasto o l’uso dei servizi igienici, sia la capacità dei minori di aderire alle misure di distanziamento sociale e prevenzione. Il rapporto minimo è così fissato: per i bambini in età di scuola dell’infanzia (dai 3 ai 5 anni), un rapporto di un adulto ogni 5 bambini; per i bambini in età di scuola primaria (dai 6 agli 11 anni), un rapporto di un adulto ogni 7 bambini; per gli adolescenti in età di scuola secondaria (dai 12 ai 17 anni), un rapporto di un adulto ogni 10 adolescenti.

Oltre alla definizione organizzativa del rapporto numerico, occorre operare per garantire il distanziamento fisico e principi generali di igiene e pulizia considerando che il coronavirus si trasmette attraverso droplets. Particolare attenzione dovrà essere rivolta all’uso delle mascherine. Il documento ricorda le misure di prevenzione da adottare come non tossire senza protezione, mantenere il distanziamento fisico, pulire le superfici frequentemente e i bagni dopo ogni utilizzo con in più una disinfezione giornaliera.

Oltre alla verifica dei requisiti di formazione, sarà necessario prevedere un certo numero di supplenti disponibili in caso di necessità. Tutto il personale, (professionale e volontario), deve essere formato sui temi della prevenzione dal Covid-19. Molto importante è anche che tutti gli operatori conoscano per tempo lo spazio in cui andranno ad operare per programmare in anticipo le attività. La stabilità dei gruppi e degli operatori è fondamentale per tracciare casi potenziali di contagio. Le attività svolte devono prevedere la pulizia approfondita (almeno giornaliera) delle attrezzature utilizzate, il lavaggio delle mani dopo ogni attività, attenzione alla non condivisione di posate e bicchiere da perte dei bambini. Vietate le attività che comprendano assembramenti di più persone, come le feste con i genitori.

È importante che la situazione di arrivo e rientro a casa dei bambini ed adolescenti si svolga senza comportare assembramento. Per questo è opportuno “scaglionarne l’ingresso” ogni 5/10 minuti e organizzare “l’accoglienza all’esterno” per evitare che gli adulti accompagnatori entrino negli spazi dei centri estivi. Quando possibile, saranno opportunamente differenziati i punti di ingresso dai punti di uscita, con individuazione di percorsi obbligati. Minori e operatori devono lavarsi le mani con acqua e sapone o con gel igienizzante (da tenere fuori dalla portata dei bambini) prima in entrate e uscita. È prevista una vera e propria procedura di triage: chiedere ai genitori se il bambino o l’adolescente ha avuto la febbre, tosse, difficoltà respiratoria o è stato male a casa; dopo aver igienizzato le mani, verifica della temperatura corporea. La stessa procedura va posta in essere all’entrata per gli operatori.